19 Febbraio 2002

Radio Vaticana, il processo a una svolta

Radio Vaticana, il processo a una svolta
Oggi il giudice monocratico deciderà se i dirigenti dell`emittente della Santa Sede possono essere imputati per “getto pericoloso di cose“ o se siano vincolati dalla extraterritorialità.

ROMA – Il processo contro le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana è arrivato a una svolta. Qualsiasi sarà la decisione che il giudice monocratico prenderà durante l`udienza in corso questa mattina. Perché ad Andrea Calabria oggi toccherà scogliere un nodo fondamentale: può l`Italia processare la Santa Sede per getto pericoloso di cose? Oppure, come sostiene la difesa, il Vaticano gode di extraterritorialità in virtù dei Patti Lateranensi?

Su questo punto il processo si era arenato durante l`udienza di dicembre. Sotto accusa ci sono tre dirigenti dell`emittente che trasmette in tutto il mondo proprio grazie alle potenti antenne che si trovano a Santa Maria di Galeria: il direttore generale padre Pasquale Borgomeo, il presidente del comitato di gestione padre Roberto Tucci e il vice direttore della gestione tecnica, Costantino Pacifici.

Dalla parte dell`accusa ci sono invece gli abitanti di Cesano, periferia a nord di Roma, che vivono a poche centinia di metri dagli impianti e che da tempo si lementano delle continue interferenze che le onde generate dai tralicci dell`emittente provocano nei loro citofoni, negli elettrodomestici, nella loro vita. Ma soprattutto avanzano un sospetto. E cioè che quelle stesse onde siano in realtà la causa dell`aumento del numero dei casi di leucemia nella zona. Accanto ai cittadini si sono schierati anche il Codacons, i Verdi e i Vas. Lo stesso presidente del Sole che Ride, Alfonso Pecoraro Scanio, sarà presente in aula. “A un anno esatto dall`approvazione della legge sull`elettrosmog – sostiene – siamo ancora in attesa dei decreti attuativi che consentano la sua effettiva applicazione. La conclusione del processo non può passare sotto silenzio, ma deve essere l`occasione per denunciare il totale immobilismo del Governo e rilanciare l`impegno in difesa della salute degli italiani costretti a subire i danni dell`elettrosmog“.

Se il giudice dovesse dare ragione alla difesa, il processo approderà a un definitivo stop. Se invece accoglierà l`ipotesi dell`accusa, secondo la quale i tre dirigenti sono imputabili perché gli effetti delle onde ricadono in territorio italiano, si passerà alla fase del giudizio.

Non è detto, però, che la vicenda non si arrichisca di ulteriori capitoli. Il pubblico ministero Gianfranco Amendola, in base alle denunce di alcuni cittadini, sta lavorando a un`altra ipotesi di reato: omicidio colposo.

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