Raddoppio della dose: il Tar boccia la Turco
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fonte:
- La Nazione
Raddoppio della dose: il Tar boccia la Turco
ROMA – UNA SETTIMANA fa, la sospensione del decreto Turco sulla cannabis da parte del Tar del Lazio. Ieri, la bocciatura definitiva. Poi, a fine giornata, l`annuncio: incassata la sconfitta, l`esecutivo pensa a un nuovo provvedimento per modificare il decreto del precedente governo, rispetto alle quantità massime detenibili senza incorrere in sanzioni penali. E nel frattempo tira aria di deregulation. Ripercorriamo le tappe. Il Tar del Lazio ha annullato il decreto – emanato il 13 novembre dal ministro della Salute, LiviaTurco, con il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e sentito il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero – che ha raddoppiato, portandola da mezzo grammo a un grammo, la quantità di principio attivo della cannabis detenibile per uso personale, senza incorrere in sanzioni penali. SOFFERTA la replica. Come già aveva fatto una settimana fa, unitamente a Livia Turco, il ministro prima ha ripetuto che “il governo farà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar“, poi in tarda serata ha cambiato rotta: il governo non farà ricorso, ma annullerà il decreto del precedente governo. Ecco la spiegazione di Ferrero: “Per il Tar. il decreto Turco ha elementi di arbitrarietà. Ma afferma anche che pure il decreto del precedente governo, fissando le quantità massime di droga detenibili per uso personale senza incorrere nel reato di spaccio, aveva questa stessa arbitrarietà“. Nella sentenza del Tar si legge che il decreto Turco “deve essere annullato in quanto la motivazione dell`atto, esclusivamente orientata nell`ambito delle ragioni sanitarie, non spiega la ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base degli approfondimenti tecnici specifici sugli effetti dannosi degli stupefacenti in questione“. SECONDO IL TAR, il provvedimento (impugnato da Codacons, Associazione Articolo 32 per i diritti del malato e Comunità terapeutica Giovanni Paolo II di Martina Franca), dopo avere genericamente constatato che il principio attivo della cannabis “è diverso da quello di altre sostanze stupefacenti, àncora la scelta al minore potere di indurre alterazioni comportamentali e scadimento delle capacità psicomotorie“, senza però “considerare che per il secondo dei suddetti parametri è prevista un`alta incidenza e intensità di effetti disabilitanti“. E anche l`aumento da mezzo grammo a un grammo della quantità di principio attivo della cannabis detenibile “non appare certo congruo“. SICCOME PERÒ esistono oggi tipi di cannabis molto più potenti di quelli di dieci anni fa, Ferrero ha replicato che la cannabis hard “potrebbe essere inserita in una tabella diversa“. Ipotesi che sembra comunque tramontata adesso, visto che non si pensa più a modificare le tabelle, ma direttamente ad aggiornare la legge. E` il ministro Turco a illustrare la strategia: “Nelle motivazioni della sentenza trova piena conferma l`ipotesi, già prospettata, secondo la quale debba ritenersi illegittimo anche il precedente decreto dell`11 aprile del 2006, firmato da Berlusconi, quale ministro ad interim della Salute, e Castelli, quale ministro della Giustizia, che per primo stabiliva i quantitativi massimi detenibili a uso personale“. PER LA TURCO, quindi, c`è solo una soluzione: “Procedere sollecitamente alla modifica della legge Fini-Giovanardi“. E nel frattempo- “Con l`annullamento del decreto Berlusconi-Castelli e in attesa della modifica della legge Fini-Giovanardi – chiosa la titolare della Salute – sarà il giudice penale a decidere caso per caso se un determinato quantitativo, trovato in possesso di un individuo, possa considerarsi destinato all`uso personale o allo spaccio“. COME SETTE GIORNI fa, il centrodestra ha esultato per la decisione del Tar, ha invocato le dimissioni del ministro Turco. A questo proposito Carlo Giovanardi (Udc), che oggi terrà una conferenza stampa con il leader di An Gianfranco Fini sull`annullamento del decreto Turco, ha puntato il dito contro “l`inaccettabile e offensiva guerra ideologica di chi vuole demonizzare“ la legge ora in vigore. “RICORDO ai troppi distratti o male informati – sottolinea Giovanardi – che le tabelle furono firmate dal premier Berlusconi, su pare favorevole del sottoscritto nella sua qualità di ministro con delega alle tossicodipendenze, sulla base delle indicazioni di una commissione di tossicologi insediata ad hoc“.
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