21 Febbraio 2014

Raddoppiate in cinque anni le sale per il gioco d’ azzardo

Raddoppiate in cinque anni le sale per il gioco d’ azzardo

Nonostante la crisi. O forse, proprio a causa della crisi stessa, in provincia di Gorizia dilagano i centri gioco con slot e macchinette ingoia-quattrini. E con loro, ricevitorie abilitate alla vendita di “gratta e vinci” ed esercizi che possono vendere tagliandi di lotterie e concorsi a premi. Tutto legale, ci mancherebbe. Colpisce però, l’ aumento vertiginoso: nel 2009 – appena cinque anni fa – erano dieci le attività direttamente connesse al gioco; oggi sono più che raddoppiate, essendo complessivamente 22. Gorizia, pur misurandosi con numeri esigui, si aggiudica una poco invidiabile palma d’ oro tra le quattro province, per aver incrementato di oltre il 100% il numero dei centri legati al gioco d’ azzardo e alle lotterie. Del resto, basta guardarsi attorno per scoprire come le sale dotate di dispositivi capaci di erogare vincite in denaro pullulino ormai anche in città. Di recente, un grosso centro gioco ha aperto i battenti in via Terza Armata, territorio un tempo di quasi esclusiva conquista per concessionarie e aziende di torrefazione del caffè. Ora, proprio a poche decine di metri all’ incrocio con via Faiti, è sbucata una nuova modernissima sala Vlt, che si affianca ai tanti pubblici esercizi che al loro interno hanno scelto di dare ospitalità alle redditizie macchinette, moderne pronipoti delle antiche slot machine a leva. Paiono proprio lontani insomma i tempi del vecchio zio che teneva il tabellone della tombola, immancabile rito delle cene di famiglia che furono. Messi da parte ceci e cartelle, il gioco si è trasferito dapprima sulle schedine del Superenalotto, poi ai gratta e vinci, dunque alle Vlt, prima osteggiate e ora tollerate dalle normative nazionali. I dati forniti dalla Camera di Commercio non restituiscono un quadro chiaro della portata del fenomeno, anche se sottolineano efficacemente l’ incremento delle attività nel settore nell’ ultimo lustro: a Gorizia, ad esempio, risultano attivi tre centri direttamente legati all’ utilizzo di videoterminali, due ricevitorie (in realtà sono molte di più: quelle indicate dalla statistica sono esercizi che hanno registrato l’ attività di ricevitoria come prevalente) e un centro scommesse. Attività analoghe sono presenti a Cormons, Gradisca, Monfalcone e Ronchi. Complessivamente, cinque anni fa, in tutto l’ Isontino erano attivi dieci locali che in qualche maniera dedicavano la loro attività al gioco; oggi, come detto, sono in tutto addirittura 22. Secondo una ricerca dell’ istituto di fisiologica clinica del Cnr di Pisa, in tre anni, dal 2008 al 2011, la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che ha puntato soldi almeno una volta su uno dei tanti giochi presenti sul mercato è passata dal 42 al 47 per cento. In Italia ci sono cerca diciannove milioni di scommettitori, di cui ben tre a rischio ludopatia, ossia con rischio di dipendenza patologica. Nel 2009, secondo il Codacons, il comparto del gioco pubblico ha registrato incassi pari a 53,4 miliardi di euro. I giocatori sono circa 28 milioni, ma quelli abituali sfiorano quota 7 milioni. Di questi circa 750 mila presentano patologie legate al gioco e circa 80 mila vere e proprie forme gravi di dipendenza. Una vera e propria piaga sociale – prosegue il Codacons – che getta sul lastrico le famiglie, crea indebitamento e spesso sfocia in suicidi e altre tragedie, e che si sta diffondendo ora anche tra i più giovani. Christian Seu ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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