6 Settembre 2007

Racket, “lo Stato sia presente“Di Stefano, Confindustria

Racket, “lo Stato sia presente“Di Stefano, Confindustria. “No ad ogni forma di pizzo di ogni provenienza“ “Che il prezzo dei testi scolastici subisca lievi modifiche nel corso degli anni è indubbio. Ma parlare di caro-libri e di aumenti del diciotto per cento addirittura mi sembra quanto mai assurdo“. A parlare è Francesco Purpura, editore siracusano che non accetta che la sua categoria venga additata come la principale causa di crisi economica della maggior parte delle famiglie della città e non solo. “E il motivo per cui un testo scolastico non può subire un rincaro così radicale nel giro di poco tempo è davvero molto semplice: c`è una legislazione in materia che parla molto chiaro. Se un libro adottato a maggio al momento dell`acquisto, quindi a settembre, subisce un qualsiasi cambiamento, il docente ha allora il diritto di revocare l`adozione di quel testo. Sarebbe dunque una follia ipotizzare che un editore possa volontariamente andare incontro a questo rischio“. E per poter comprendere meglio questo principio bisogna seguire l`iter dei testi scolastici dal momento in cui vengono inseriti nel catalogo della casa editrice a quando vengono acquistati dagli alunni delle scuole. “Entro marzo di ogni anno ? spiega Purpura ? ogni editore deve presentare, al ministero della Pubblica Istruzione, un catalogo dove sono presenti tutte le caratteristiche, e i prezzi soprattutto, dei libri che verranno poi proposti alle scuole. In consiglio di classe, poi, al quale partecipano anche i genitori, si concorda il cambio o meno del testo che dunque verrà definitivamente adottato in consiglio d`istituto“. Dopodiché verrà inserito nella lista dei testi in cui sono presenti tutte le caratteristiche dei libri, dal titolo alla casa editrice, dall`autore al prezzo. Un documento pubblico, insomma, compilato dalle segreterie delle scuole e messo a disposizione di chiunque voglia esaminarlo. “Questo significa ? continua Purpura ? che sono i genitori i primi a sorvegliare sul prezzo dei testi scolastici. A me, che mi occupo soprattutto di narrativa per le scuole medie, è capitato che venissero segnalati miei libri con un prezzo maggiorato, ma la colpa era di alcuni librai disonesti. Allora, in quel caso si procede a ritirare tutti i testi da quel rivenditore“. Una realtà, questa, che renderebbe dunque inutile anche la vigilanza della commissione istituita dall`assessore alla Pubblica Istruzione, Vincenzo Vinciullo che però tiene a precisare: “Se le associazioni dei consumatori hanno sollevato un problema a livello nazionale non vedo il motivo per cui anche noi, nel nostro piccolo, non possiamo monitorare il prezzo dei libri adottati dalle nostre scuole. Inoltre questa commissione, composta da un preside in pensione, un docente, un genitore e un funzionario dell`assessorato alla pubblica istruzione è già al lavoro e a titolo assolutamente gratuito. E in quanto professore da domani anch`io mi dedicherò a questa attività di controllo sperando comunque di non dover smentire quanto affermato dagli editori“. E infatti, secondo una ricerca dell`Istat divulgata dall`Aie (Associazione italiana editori), i prezzi dei testi scolastici, con un aumento pari all`1,015%, sarebbero al di sotto del tetto dell`inflazione, a giugno attestata sull`1,7%. Una versione, questa, che continua a non convincere il Codacons Sicilia che, attraverso il suo presidente, Francesco Tanasi, lancia la proposta dei libri in comodato d`uso. “Questo sistema ? afferma Tanasi ? permetterebbe ai nostri studenti di prendere in prestito i libri di testo direttamente dalla scuola. La nostra idea è infatti quella di far sottoscrivere alle famiglie degli alunni dei veri e propri contratti di comodato con l`impegno di restituire i testi in buone condizioni alla fine dell`anno scolastico o del ciclo di studi“.

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