9 Agosto 2010

“Racket caro estinto attivo negli ospedali”

i casi in due ospedali milanesi ripresi con la telecamera
  La denuncia video dell’associazione Sos Racket e usura: "Infermieri consigliano pompe funebri amiche"i casi in due ospedali milanesi ripresi con la telecamera

DA CORRIERE.IT
MILANO- «Il racket del caro estinto è ancora attivo». L’accusa arriva da Sos Racket e usura che attraverso un video mostra la mala pratica in due ospedali milanesi. I membri dell’associazione si sono finti parenti di pazienti prossimi al decesso e hanno chiesto aiuto ad alcuni infermieri che hanno "consigliato" alcune imprese. Le strutture hanno poi dato, a loro volta, informazioni non veritiere sulla legge e sulle procedure, per accaparrarsi il cliente.
LE SEGNALAZIONI- L’associazione si è mossa in seguito a delle segnalazioni di altre imprese funebri. «Dicevano tutte la stessa cosa», spiega Frediano Manzi, a capo di Sos Racket. E cioè che «nulla era cambiato» dal blitz, nell’ottobre 2008, della polizia in otto strutture sanitarie che ha portato all’arresto di 41 infermieri perché segnalavano quando e dove moriva un paziente alle imprese. «Abbiamo deciso di andare a vedere per capire cosa stava succedendo». Ed ecco i video denuncia. «Siamo stati in una decina di ospedali e alla fine il risultato è sempre lo stesso: il racket del caro estinto esiste».
I VIDEO- «C’è una mia zia che non sta bene. I miei cugini sono su in corsia, dicono che è questione di ore…». Con queste parole i finti parenti avvicinavano gli infermieri delle camere mortuarie, e prima ancora che finissero di spiegare venivano portati in uffici e, appunto, "consigliati" su che impresa di pompe funebri chiamare. In un caso, in un ospedale dell’hinterland a sud della città, il paramedico, in pieno orario di lavoro, si è tolto il camice e ha perfino accompagnato il finto parente direttamente nell’ufficio dell’impresa mortuaria. Ogni volta, naturalmente, i costi erano di mille o duemila euro superiori a quelli della tariffa minima. E in più di un’occasione i becchini si sono spacciati per "ditte appaltatrici" dell’ospedale o addirittura del Comune.
IL CODACONS- «Questi funerali, con tangente incorporata, costano mediamente il 30% in più rispetto al normale». Lo dichiara il Codacons riferendosi, dopo la video-denuncia di Sos Racket e Usura, ai funerali organizzati da pompe funebri «consigliate» da infermieri ai parenti dei defunti. «Troppo spesso – fa sapere Codacons – infermieri, centralinisti o personale delle camere mortuarie di ospedali si affrettano a chiamare le loro pompe funebri amiche in cambio di una tangente che varia, in media, da 150 a 350 euro, a seconda della città e del costo complessivo del funerale». Per il Codacons, il racket del caro estinto «è diffuso in tutta Italia» ed è «necessario vietare per legge che gli ospedali o i comuni, per garantirsi un’entrata, affidino a una società di onoranze funebri la cura delle camere mortuarie o la gestione dei cimiteri».
 

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