Raccordo e autostrade, aboliti i nuovi pedaggi
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – Un sospiro di sollievo che quasi sposta il Colosseo. Centinaia di migliaia di pendolari a metà pomeriggio scoprono che il ricorso presentato dalla Provincia di Roma al Tar del Lazio è stato accolto. Il Tar non limita la decisione al territorio romano ma fa un discrimine qualitativo, stabilendo che l’ aumento non è giustificato se l’ automobilista può arrivare al casello senza percorrere la strada gestita dall’ Anas. Per i giudici amministrativi quegli aumenti non erano il corrispettivo di un servizio ma, semplicemente, una tassa. Il governo ricorrerà al Consiglio di Stato, ma intanto Nicola Zingaretti, presidente della Provincia (Pd) che quel ricorso ha firmato, sorride: «Abbiamo evitato un’ ingiustizia, e cioè che in un momento di stretta economica fosse il ceto meno abbiente, con un pedaggio, a far quadrare i conti. Credo che il governo abbia di che riflettere, giustizia e rigore nel nostro Paese mancano da due anni…». La polemica politica esplode quasi subito. I senatori della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco, accusano: «Roma ladrona vuole mantenere i privilegi». Il Pd critica Tremonti: «Manovra clamorosamente bocciata». Ai piedi del ricorso presentato dalla Provincia di Roma (insieme con quella di Rieti e con il Codacons, che ora chiede di restituire ai cittadini quanto già pagato) c’ erano le firme dei sindaci di molti Comuni: mancava, però, quella di Gianni Alemanno, che pure aveva ipotizzato di andare con l’ automobile contro il casello autostradale e che a metà pomeriggio parla di «un segnale molto importante che ci permette di avviare un negoziato per fare in modo che le necessità finanziarie del governo non siano sulle spalle dei pendolari». Il senatore Pd Raffaele Ranucci ironizza: «Sorprende l’ esultanza di Alemanno, nelle settimane passate si rifiutò di aderire al ricorso». Il deputato Enrico Gasbarra (Pd): «La sospensione è la sconfitta di chi da giorni è alla ricerca di un’ auto per andare ad abbattere un casello…». Zingaretti non nomina mai Alemanno ma è ugualmente diretto: «Abbiamo difeso Roma. Ringrazio quei sindaci di centrodestra e centrosinistra che non solo hanno criticato il provvedimento del governo ma alle parole hanno fatto seguire i fatti. Loro sono stati coraggiosi». Nel ricorso non c’ era neanche la firma della presidente del Lazio Renata Polverini (Pdl), che però adesso spiega: «Noi abbiamo sempre sostenuto il ricorso di Zingaretti. La Regione non l’ aveva fatto perché se ci fossimo presentati insieme il procedimento sarebbe stato più lungo, e quindi non avremmo avuto la sospensiva che abbiamo invece ottenuto oggi». Il presidente del consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni (Lega) attacca: «Quando è il Nord a pagare, tutto è regolare. Se paga il Sud, interviene la burocrazia…». L’ idea del decreto era di far pagare l’ uso da parte dell’ automobilista di tangenziali o raccordi, gestiti direttamente da Anas, per raggiungere l’ autostrada: ma il Tar dice no al «pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’ infrastruttura». Così dei 26 caselli «pressoché tutti o quasi – spiega l’ avvocato Gianluigi Pellegrino, legale della Provincia di Rieti – saranno coinvolti dalla sospensiva del Tar. Di certo, il Tar ha svelato un inganno: non era un servizio da pagare, ma una tassa». Le cifre: i nuovi pedaggi avrebbero portato 83 milioni quest’ anno e 200 nel 2011.
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