Raccomandata persa, risarcito di 500 euro
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fonte:
- Il Messaggero
Disguidi e disservizi delle Poste, cittadini ripagati dei disagi grazie alla conciliazione
PERUGIA – Raccomandate arrivate in ritardo, pacchi mai consegnati, disguidi con il conto corrente. Sono i motivi più frequenti che inducono gli utenti delle poste a protestare. Nell`anno in corso, in tutta la regione, si stimano un centinaio di reclami raccolti dalle associazioni dei consumatori, e l`ente alle prese con i primi casi di conciliazione dopo l`attivazione, lo scorso luglio, della procedura per la soluzione amichevole delle controversie sui servizi postali.
La conciliazione, che scatta quando l`ente non rispetta gli standard di qualità garantiti nella carta dei servizi, è già servita a risolvere un caso veicolato la scorsa estate dal Codacons, riguardante una raccomandata persa. «Con tale meccanismo – spiegano da Poste italiane – si “concilia“ il disagio subito riconoscendo al cliente un risarcimento massimo di 500 euro, a prescindere del valore intrinseco dell`oggetto smarrito. I casi risolti non fanno giurisprudenza ma l`azienda si fa carico di tale disagio anche se non è dimostrabile». Un altro caso, riguardante lo smarrimento di un`assicurata contenente la prenotazione di una vacanza e veicolato dal Movimento difesa del cittadino, sarà “conciliato“ tra due settimane ma in questi giorni l`ente sta esaminando altre tre richieste.
Per le associazioni dei consumatori (in 15 hanno firmato l`accordo con Poste Italiane) un passo in avanti per la tutela degli utenti alle prese con problemi e disguidi postali. L`iter prevede che i clienti prima inviino un reclamo, tramite un ufficio postale, il call center (803160), la casella postale 160 di Perugia o il sito internet www.poste.it. «Se la risposta dell`ente (garantita entro 60 giorni lavorativi, ndr) non è ritenuta soddisfacente – spiegano dall`Adiconsum Umbria – il consumatore può rivolgersi ad una delle associazioni firmatarie della procedura conciliativa, tra cui la nostra, per avviare una soluzione rapida e senza ricorso al giudice della controversia. E solo se tale soluzione non dà risultati positivi, scatta il ricorso al giudice, ordinario o di pace, secondo l`importo del contendere».
Tra gli ultimi casi segnalati al Codacons, c`è quello di una raccomandata arrivata con un mese di ritardo. «Dopo aver fatto reclamo alle Poste – spiegano dall`associazione – l`utente è ora intenzionato ad attivare la procedura di conciliazione». Un perugino ha invece “denunciato“ un problema legato al pagamento di un abbonamento, tramite addebito permanente (Rid) in conto corrente, nonostante l`utente avesse annullato l`operazione. «Ma per il bancoposta, la conciliazione non è ancora stata attivata».
Analizzando il volume dei reclami, i problemi più diffusi («ma l`incidenza delle contestazioni sul totale di prestazioni in Umbria – precisano a Poste Italiane – è inferiore alla media nazionale») si riscontrano per posta celere, raccomandate, pacchi e assicurate. Rari, invece, i casi di contestazione su telegrammi e fax. L`ente calcola un`incidenza di quattro reclami ogni 500mila invii. «Ma in vista del Natale – osservano al Codacons – complici l`aumento delle spedizioni, temiamo la solita impennata di proteste per pacchi smarriti o consegnati in ritardo».
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