17 Ottobre 2017

Raccolta rifiuti flop, guerra contro l’ Ama: «Rimborsateci la Tari» `

`da monteverde alla cassia, 200 cittadini pronti alla class action e san lorenzo prepara un corteo di protesta: «quartieri invasi»
IL CASO Duecento cittadini già pronti a diffidare l’ Ama per la «carente o assente raccolta dei rifiuti nelle strade», seguendo l’ iniziativa lanciata dal Codacons. E tanti comitati spontanei nei quartieri con le carte bollate soltanto da firmare, prima di inoltrarle al Tribunale civile o alle commissioni tributarie per chiedere il rimborso parziale della tariffa rifiuti versata geli ultimi anni. La rivolta contro la Tari, nella Capitale, si sta ampliando giorno dopo giorno, rafforzata anche dalla recente sentenza della Corte di cassazione: i giudici di piazza Cavour hanno dato ragione a un albergo di Napoli che aveva chiesto un risarcimento per le troppe falle nel servizio di raccolta porta a porta dei propri rifiuti differenziati, che si accumulavano nei contenitori per giorni, riconoscendo alla struttura un rimborso del 40 per cento di quanto versato come tariffa. LE PROTESTE L’ epicentro della rivolta anti-Tari è localizzato nel II municipio dove, dai Parioli a San Lorenzo, tante associazioni si stanno organizzando per portare avanti una class action contro la municipalizzata di via Calderon de la Barca, chiedendo risarcimenti «fino all’ 80 per cento» delle quote pagate e ipotizzando addirittura uno sciopero della Tari, che potrebbe interessare i bollettini della seconda rata semestrale 2017, in distribuzione in queste settimane. Iniziative, queste, che stanno superando i confini municipali: sui social network il tam tam della protesta sta toccando tutti i quadranti della Capitale, dalla Cassia alla Laurentina, passando per Monteverde e il Tiburtino. Il malcontento si riversa poi dal web alle diverse realtà (le associazioni dei consumatori e i comitati di quartiere) che stanno convogliando la protesta verso iniziative concrete. IL CORTEO Sempre nelle zone calde della rivolta (nella rossa San Lorenzo) è stato immaginato anche un vero e proprio corteo di protesta, contro il degrado e l’ immondizia che invade i marciapiedi e gli angoli delle strade del quartiere: la manifestazione è in programma mercoledì 25, da piazza Immacolata a piazzale Tiburtino. «Qui la situazione è davvero difficile – sottolinea Francesca Del Bello, presidente del II Municipio – L’ Ama ha un problema di mezzi che si rompono e di impianti di trattamento troppo sollecitati: condizioni che troppo spesso impediscono all’ azienda di raccogliere i rifiuti nelle strade. Peraltro l’ attuale contratto di servizio non permette di verificare quante volte debba essere pulita una determinata strada, mentre il degrado avanza». I RICORSI Oltre alle singole iniziative nei quartieri, sulla questione è intervenuto anche il Codacons, che avviato un’ azione collettiva per i rimborsi della Tari: prima con diffide da inviare all’ azienda, poi con eventuali azioni legali. «Sulla base di quanto affermato dai giudici della Cassazione – si legge in una nota dell’ associazione – il Comune di Roma e Ama avrebbero dovuto applicare una riduzione sull’ imposta comunale dei rifiuti per tutti i cittadini che non hanno potuto usufruire di un regolare servizio di raccolta dei rifiuti. Non avendolo fatto, dovranno ora restituire le somme versate in eccedenza dai cittadini di Roma coinvolti nelle emergenze rifiuti negli ultimi anni, per una maxi-cifra pari a 1,5 miliardi di euro per gli ultimi 5 anni». Un’ ipotesi che, ovviamente, spaventa non poco l’ amministrazione e la municipalizzata. Anche perché i ricorsi andrebbero a mettere in discussione le cifre pagate a partire dal 2012, quando, secondo il Codacons, «la Capitale si è trovata coinvolta in una situazione di crisi nella gestione dei rifiuti, che ha lasciato molti cittadini letteralmente sommersi dalla spazzatura, con un servizio di raccolta che non ha mai funzionato secondo gli standard previsti dal Regolamento». Fabio Rossi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
fabio rossi

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