Raccolta porta a porta Il Codacons al Tar: servizio da cancellare
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
TARANTO Il sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti differenziati, da pochi giorni avviato sperimentalmente in alcuni quartieri del comune di Taranto, non piace ai consumatori che si sono rivolti al Tar chiedendone l’annullamento. Il ricorso, presentato l’altro ieri, porta la firma dell’avvocato Nicola Russo ed è patrocinato dalla sezione regionale del Codacons Puglia. L’opposizione è motivata con la mancata applicazione della convenzione di Aarhus, ratificata con la legge 108 del 2001, che obbliga le pubbliche amministrazioni a coinvolgere le associazioni dei cittadini e dei consumatori in tutte le decisioni che riguardano la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica in generale. Disubbidendo a questo principio, sostiene il Codacons nella sua impugnativa, il Comune di Taranto e la Regione Puglia lo scorso 23 febbraio hanno stipulato un atto d’intesa che prevede il ritiro a domicilio dei rifiuti prodotti da una sola parte della città. I quartieri interessati sono quelli di Talsano, Lama, San Vito, Paolo VI e Italia Montegranaro per un totale di circa ventimila famiglie coinvolte. Il costo previsto è di un milione di euro in cofinanziamento tra Regione e Comune. Il servizio avviato solo da pochi giorni, potrebbe quindi arenarsi qualora i giudici amministrativi dovessero accogliere le motivazioni dei ricorrenti. A spingere l’associazione dei consumatori a rivolgersi al Tar ci sono anche ragioni di natura economica. L’investimento di un milione di euro, infatti, appare ai ricorrenti esoso e inutile perchè non risolverebbe il problema. La critica riguarda la scelta di effettuare il servizio in via sperimentale su una fascia esigua di abitanti ma anche il metodo stesso di raccolta. «Tutte obiezioni che sarebbero state esposte e discusse qualora ci avessero interpellati», sostiene l’avvocato Russo. In effetti il ritiro coatto dell’immondizia riguarda solo le abitazioni più accessibili (villette e case al piano terra e non i condomini) mentre restano attive le abituali campane delle isole ecologiche già presenti sul territorio. Attualmente il livello di differenziata prodotta dal Comune di Taranto è tra i più bassi della provincia con appena il 10,8% su circa 9milioni di chilogrammi di indifferenziata al mese (dati riferiti a marzo 2009). A giorni il Tar si esprimerà sulla richiesta di sospensiva del provvedimento.
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