20 Luglio 2011

Raccolta differenziata? Sì, ma come si fa?

Raccolta differenziata? Sì, ma come si fa?
 

Gli italiani sono abbastanza maleducati in fatto di ambiente : buttano a terra le cicche delle sigarette, non puliscono dopo che hanno fatto un pic-nic in un parco e non fanno la raccolta differenziata. La raccolta differenziata non si fa un po’ perché non si hanno abbastanza informazioni sul come farla e un po’ perché non si è obbligati a farla. L’ educazione ambientale è una cosa che spesso va imposta, ma soprattutto spiegata nei suoi effetti e benefici. Tutti d’ accordo sul fatto che i rifiuti siano un problema da arginare, ma sembra che il come smaltirli non riguardi direttamente ognuno di noi. Ad avallare questo quadro ci sono i dati di una ricerca realizzata dal Codacons e da Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica. La ricerca, presentata oggi a Roma, ha analizzato, attraverso un questionario divulgato mediante il sito del Codacons, le abitudini degli italiani rispetto alla raccolta differenziata e ai rifiuti di plastica. Certo il campione di utenti raggiunti è costituito da consumatori coscienti e già sensibili a tematiche ambientali e sociali, ma i dati emersi delineano tendenze abbastanza generali. La plastica, per gli italiani, è un fattore di progresso (ha risposto così la totalità degli intervistati), ma questo non vuol dire che sia un materiale senza controindicazioni. Per il 40% il problema principale è il servizio di raccolta e riutilizzo della plastica: si chiede un servizio maggiore e migliore. Poi c’ è un quarto di consumatori, soprattutto toscani e abruzzesi, che sostengono l’ utilizzo di materiali alternativi. A fronte di un 85% di consumatori che dichiara di fare attivamente la raccolta differenziata, ci sono significative differenze regionali: il Lazio si distingue per le risposte negative, cioè un quarto dei laziali non fa abitualmente la raccolta differenziata. In Sicilia, sommando le risposte "no" e "ogni tanto" si arriva ad un 50% di siciliani che non la fa; gli stessi risultati si sono registrati in Calabria e Puglia, mentre in Abruzzo i "no" sono addirittura superiori ai "sì". Cosa viene messo dentro ai cassonetti per la plastica? Prima di tutto bottiglie: in Italia sono al primo posto nella graduatoria dei prodotti di imballaggio in plastica maggiormente raccolti con la differenziata. Ma si raccolgono anche i flaconi dei detersivi, contenitori vari e buste. Il motivo principale per il quale non si fa la raccolta differenziata è la scarsa informazione sui servizi e sulle tipologie di rifiuti da mettere nel cassonetto giusto. Nelle Regioni meno virtuose come la Campania, la Puglia e l’ Abruzzo prevale, invece, la sfiducia nell’ effettivo funzionamento del meccanismo: "non so dove va a finire e quindi non ci credo". Il 53% degli intervistati vorrebbe essere maggiormente informato su come riciclare, cioè su cosa differenziare, mentre il resto vorrebbe conoscere l’ intero ciclo della raccolta e del trattamento del rifiuto. "La plastica è una risorsa – ha ripetuto più volte l’ ingegnere Giuseppe Rossi, Presidente di Corepla, spiegando che "la plastica ha più potere calorifero del carbonio e produce meno CO2 poiché produce anche acqua". Il Presidente di Corepla ha spiegato nei dettagli come avviene la raccolta della plastica e come questa viene riutilizzata: ogni rifiuto di plastica viene classificato in base alla sua composizione; ci sono ben 37 classi diverse di plastica. Poi viene lavato due volte e poi viene messo all’ asta per essere venduto alle aziende: il consorzio organizza una serie di aste telematiche e, fino ad oggi, tutta la plastica raccolta è stata venduta. Anzi l’ offerta è ancora inferiore alla domanda. Nel 2010 Corepla ha raccolto 615.000 tonnellate di imballaggi di plastica e quest’ anno ne raccoglierà circa 650.000. Ma si tratta ancora di un terzo di tutta la plastica che si immette in consumo. I principali riutilizzi della plastica sono i manufatti, dai vasi alle bottiglie (la San Pellegrino, ad esempio, ha lanciato la bottiglie da un litro con il 25% di plastica riciclata). Ma si fanno anche coperte, magliette sportive (l’ Adidas ci ha provato) e pezzi d’ auto (la Piaggio fa parti del parafango della Vespa con materiale riciclato). I flaconi dei detersivi vanno a finire nei tubi di scarico. Insomma la raccolta differenziata è una risorsa: risolve una parte dello smaltimento dei rifiuti e sviluppa la green economy. "Senza la raccolta differenziata non si risolve nulla – ha detto Carlo Rienzi, Presidente del Codacons – Purtroppo la gente non lo sa e nessuno glielo insegna. Gli strumenti ci sono ma non c’ è una vera volontà politica di educare le persone, perché così si perdono voti". La posizione di Rienzi si basa su un esperimento fatto dal Codacons: l’ Associazione ha messo nei cassonetti di alcuni municipi di Roma dei chip elettronici rilevatori di posizione. Molti chip sono rimasti fermi nel cassonetto per giorni interi poiché non passava nessuno a svuotarlo. "Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è giusto ingannare così i cittadini" ha concluso Rienzi. di Antonella Giordano La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori.
 

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