4 Maggio 2002

Raccolta differenziata ad Este

Este

Non c`è verso di fare andare d`accordo i cittadini di Este con la filosofia della raccolta differenziata. Lo dimostrano, ad esempio, le due piccole discariche sempre aperte in via Matteotti e in viale Fiume.
È probabile che con l`andare del tempo la cultura del riciclaggio, imposta dal decreto Ronchi, si faccia strada nel senso civico degli atestini. Ma se non fosse tutta colpa loro?

È questa la tesi del Codacons della Bassa che in una lettera, a dir poco polemica, accusa la politica della Sesa: «Più di 6 mila discariche abusive forzate ad Este è l`incipit del comunicato tante sono le famiglie che hanno trasformato le loro abitazioni in discarica con deposito permanente di vari generi d`immondizia grazie al nuovo calendario di raccolta della Sesa».

«L`insurrezione degli abitanti di Padova si legge- di fronte ad una raccolta differenziata che prevedeva solo quattro raccolte settimanali del rifiuto umido, dovrebbe dare coraggio ai cittadini di Este per protestare fortemente contro il sindaco Vanni Mengotto e la Sesa. I padovani, infatti, hanno ottenuto dall`Amministrazione che il servizio sarà garantito 6 giorni su 7.

Ad Este l`umido si raccoglie, invece, nel periodo invernale solo due volte la settimana ed in estate tre volte, un numero ben lontana dai parametri di Padova. La raccolta del secco poi avviene tutto l`anno due volte la settimana e si può immaginare la puzza, i mosconi e altri parassiti che gironzolano intorno ai sacchi durante l`estate per la presenza nei sacchi di pannolini e assorbenti».

Secondo il comitato Codacons il trattamento riservato ai cittadini dalla ditta a partecipazione comunale, il cui disservizio sarebbe da motivare con la carenza di personale, non è assolutamente accettabile e tantomeno redditizio ai fini del portafoglio municipale.

La soluzione? «In tutto questo fermento imprenditoriale e progettuale il Comune fa la parte della cenerentola e incamera solo le briciole e le tribolazioni dei suoi cittadini accusa il Codacons converrebbe invece costituire un consorzio tra cittadini e richiedere il contributo regionale per il deposito dei rifiuti».

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