Rabbia contro le fonderie: «Liberateci dai veleni»
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fonte:
- Il Mattino
Allarme tumori nel quartiere Fratte, scoppia la protesta dei residenti che denunciano la continua emissione di polveri sottili provenienti dalle fonderie Pisano. Ieri pomeriggio l’ associazione Sos Consumatori insieme a Legambiente, Codacons e alla deputata del M5S Silvia Giordano hanno partecipato ad una manifestazione di protesta per chiedere l’ immediato intervento delle istituzioni locali sulla drammatica problematica che coinvolge non solo la zona alta di Salerno ma anche alcuni comuni limitrofi come Baronissi. Una cinquantina i salernitani che non sono voluti mancare all’ appuntamento, stanchi e allo stesso tempo arrabbiati per l’ immobilismo che continua ad esserci nonostante i loro accorati appelli, e che attendo a giorni la decisione di indagine in ordine di tempo della magistratura, chiamata a valutare il reale impatto ambientale delle fonderie Pisano. Le contestazioni hanno avuto inizio a fine luglio 2003 con un esposto da parte di un cittadino salernitano, all’ epoca non esisteva da parte del Comune di Salerno un monitoraggio delle Pm10, le particelle pericolose perché così piccole da penetrare nei polmoni. Dal 2004 in poi è stato tutto un via vai di richieste di sequestri e dissequestri, denunce di residenti e anche un tentativo di delocalizzare la fabbrica avviato con Palazzo di Città ma mai portato a buon fine nonostante l’ approvazione del Puc, con cui la zona è stata trasformata da industriale a residenziale. Nel 2007 Pisano ha patteggiato la pena nell’ ambito della sentenza con la quale il tribunale lo aveva condannato per l’ inquinamento prodotto. Tra i manifestanti di ieri c’ era una signora di Coperchia che, tra la tristezza e la delusione, ha raccontato: «Come mamma e volontaria dell’ Ail non posso più subire questa situazione. Spesso a Capezzano e Coperchia l’ aria è irrespirabile. Io ho perso mia figlia diciannovenne di leucemia, sei mesi fa è morta un’ altra ragazza e adesso c’ è un bambino di sei anni che non può andare a scuola perché malato di leucemia». Poi rivela: «Quando ho portato mia figlia a Roma il professore Mandelli mi ha chiesto se c’ erano fonderie nella mia zona». Molto dura anche la testimonianza di Martina Marraffa, giovane residente di via Dei Greci: «Nella mia famiglia sono morte di tumore quattro persone in cinque anni. Non è una nostra fantasia il fatto che respiriamo delle sostanze tossiche, ma una realtà visibile ovunque nelle nostre case, sugli alberi e sulle foglie di basilico fuori al terrazzo». Presente al sit in anche l’ assessore all’ Ambiente Gerardo Calabrese che ha difeso il ruolo del Comune: «Nel Puc inserimmo una norma che consentisse di delocalizzare gli impianti altamente inquinanti ma la proposta non venne accettata dalla proprietà. Dal 2012 alla fonderia è stata rilasciata l’ autorizzazione integrata ambientale, quindi se rispetta i parametri indicati e chi deve fare i controlli tecnici, cioè l’ Arpac, e chi deve difendere la salute, ossia l’ Asl, non comunica che c’ è un problema noi non possiamo fare niente». Accanto ai numerosi residenti c’ erano anche il responsabile di Sos Consumatori Lorenzo Forte, il quale ha ribadito pubblicamente come «l’ attività industriale è incompatibile con questo territorio» insieme al presidente di Legambiente Gianluca De Martino, che ha contestato come «nell’ ultimo registro dei tumori 2009/2011 della Provincia non sono segnate le residenze dei soggetti». r. j. l. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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