Rabbia a Lecce «Fuori i nomi di chi parcheggia gratis»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
LECCE – Qualche «privilegiato» ancora resiste. E anche ieri mattina una Fiat Panda di colore nero è stata parcheggiata in piazza Sant’ Oronzo, davanti all’ Open Space di Palazzo Carafa, con un «autorizzazione in deroga alle ordinanze». Un permesso, datato 8 novembre 2012 e firmato dall’ ex dirigente del settore Traffico e Mobilità Sergio Aversa , ora in pensione. Tanto è bastato per scatenare il malcontento di diversi consiglieri comunali sia di maggioranza che di opposizione. Perché, al di là della distinzione di schieramento, a tutti è stato tolto il pass gratuito. «Vogliamo ora sapere chi continua a parcheggiare la propria auto sotto Palazzo Carafa – hanno sollecitato – Il sindaco Paolo Perrone e l’ as – sessore Luca Pasqualinifacciano chiarezza». Pasqualini avrebbe dichiarato nullo qualsiasi permesso in deroga, ma evidentemente le eccezioni continuano a resistere. Soprattutto – a quanto si dice – tra qualche alto funzionario del Comune. Ma non manca neppure l’ iro – nia del Codacons Lecce che, attraverso la responsabile Luisa Car pentieri, parla di «fantasia che non ha limiti». «E neanche la spudoratezza – dice Luisa Carpentieri – Con un foglio A/4 si è passati dai permessi generali per non pagare il parcheggio ai permessi speciali per violare i divieti di sosta. Tale decisione è stata presa senza alcuna limitazione, per tutti gli orari sia mattutini che pomeridiani dal lunedì al venerdì, e senza alcuna specifica motivazione. Non è dato sapere perché il titolare di tale permesso abbia il diritto al permesso stesso». «Ma ciò che più sorprende, amareggia ed avvilisce – prosegue la responsabile del Codacons – è che tutto questo avvenga, a quanto pare, all’ insaputa dell’ assessore Pasqualini che promette verifiche e controlli, per evitare di creare delle disparità. In sostanza, afferma l’ as – sessore, dopo l’ abrogazione dei permessi sugli stalli (malamente digerita da alcuni consiglieri fin troppo ben abituati a questi benefit) per una affermazione di equità sarà necessario rivedere l’ emissione di questi permessi speciali, perché ciò potrebbe creare una disparità di trattamento che il Comune certamente non vuole realizzare. Infatti, sottolinea sempre l’ assessore, lui non era a conoscenza dell’ esistenza di permessi speciali distribuiti per la città, il dirigente lo avrebbe fatto a sua insaputa. Di là dalla considerazione che quanto meno l’ assessore avrebbe dovuto essere informato dal suo dirigente su questa faccenda (soprattutto dato che l’ argomento in passato si è dimostrato piuttosto sensibile), occorre sottolineare come la preoccupazione espressa di evitare disparità di trattamento tra i privilegiati sia argomento dirimente e qualificante per un pronto e tempestivo intervento censore». ( La notizia completa sull’ edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui )
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