15 Dicembre 2011

"Tessera del tifoso illegittima". Anzi no E gli ultrà si illudono  

"Tessera del tifoso illegittima". Anzi no E gli ultrà si illudono
 

A scanso di equivoci, la pronuncia del Consiglio di Stato «non influisce sulla legittimità della Tessera del tifoso». L’ Osservatorio smorza sul nascere l’ entusiasmo ultrà, scaturito dalla decisione dei giudici della VI sezione del CdS (presidente Giancarlo Coraggio, lo stesso della corte di giustizia federale della Figc): «L’ abbinamento inscindibile tra il rilascio della tessera e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata, potrebbe condizionare indebitamente la libertà del tifosoutente». E sfociare in una pratica commerciale scorretta. Risultato? Domenica non cambierà nulla, ma il Tar del Lazio, dopo aver respinto il ricorso presentato da Federconsumatori e Codacons, sarà costretto a tornare sulla materia (nei tempi previsti dalla giustizia italiana…). Questione di servizi, dunque. E di accordi tra i club e gli istituti bancari. Ai quali il tifoso non dovrebbe essere costretto ad aderire. Quanti hanno puntato l’ indice verso la tessera, contestandone lo sfruttamento ai fini di una grande operazione commerciale, avranno pure registrato un punto a proprio favore. Ma per quelli che «noi non vogliamo essere schedati», non sembra ci sia margine di vittoria. Tanto più che «nel programma del Viminale non è menzionato l’ obbligo di sottoscrivere una carta di credito. La tessera continuerà ad essere un servizio utile alla sicurezza», così il vice presidente dell’ Osservatorio, Roberto Massucci. Lo strumento tanto contestato dalle curve d’ Italia quindi non è a rischio, semmai lo è la confezione che le società hanno messo a punto per promuoverlo: secondo il criterio del Consiglio di Stato, i club potrebbero essere chiamati a evidenziare in modo più chiaro la linea di separazione tra l’ adesione alla tessera e l’ attivazione delle carte prepagate. Sul modulo che propone il Milan ai propri sostenitori, ad esempio, si dà la possibilità di barrare una casella per disattivare la funzione in questione: come dire, il tifoso non è chiamato ad esprimere il consenso, ma a specificare il dissenso. Ai tifosi della Roma, al momento di sottoscrivere la Privilege card, viene specificato che «la carta di moneta elettronica è attivabile solo su richiesta del titolare della tessera». Quella che ad oggi ha l’ aspetto di una battaglia nei confronti di privilegi coatti, tuttavia, rischia di trasformarsi in una questione di forma: è ardito ipotizzare che il Tar impedisca ai club di sottoporre una serie di servizi da affiancare alla tessera. Purché tali servizi non costituiscano un obbligo. Ancora più azzardato è sperare che il Tribunale metta in discussione la legittimità dello strumento: «Nulla a che vedere con le finalità», ripetono dal Viminale. Maroni, l’ ex ministro dell’ Interno ideatore della tessera, invita il governo a «confermare uno strumento che si è rivelato utile». «Leggeremo, ci penseremo, daremo le nostre risposte e vedremo cosa c’ è da fare», assicura chi ne ha preso il posto, Anna Maria Cancellieri.«I contenuti della sentenza vanno approfonditi», ha precisato il presidente della Figc Abete. Nel frattempo, domenica, per andare in trasferta servirà la tessera del tifoso. C’ è da mettersi l’ anima in pace. RICORSO ACCOLTO Vietato l’ abbinamento obbligatorio con carte di credito prepagate.

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