29 Gennaio 2012

"I soldi non cancellano la paura"  

"I soldi non cancellano la paura"
  da asti in 17 sulla concordia. gli avvocati: "e’ presto per decidere"

La nave Concordia della Costa Crociere arenata tra gli scogli dell’ Isola del Giglio Quella notte di paura non potrà essere di certo superata con 14 mila euro Marco Monda parrucchiere Asti Sono passati appena 20 giorni non si può valutare il danno psicologico Mauro Caliendo avvocato San Damiano Se 14 mila euro siano sufficienti a cancellare quella notte di paura tra le onde dell’ Isola del Giglio, ore tra le lamiere di una nave che affonda, lo decideranno i «naufraghi», insieme ai loro legali. Ma non subito: per molti dei 17 astigiani che la notte del 14 gennaio hanno vissuto quell’ esperienza, non è ancora tempo di valutare il significato di un accordo siglato (per ora) tra la Costa Crociere e alcune associazioni dei consumatori, Codacons escluso. Perché le partite sono due, da un lato il rimborso dei danni materiali, i bagagli lasciati a bordo, il costo del biglietto e il viaggio verso casa, dall’ altra i danni morali, la paura, lo stress, talvolta le ferite. «Da Costa Crociere non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, e in una situazione come questa è ancora presto per valutare quali possano essere i risvolti psicologici della vicenda» afferma l’ avvocato Mauro Caliendo, che segue le tre coppie di coniugi partiti da San Damiano. Dal naufragio è passato troppo poco tempo: «Non si possono stimare le conseguenze emotive di un episodio come questo a soli venti giorni di distanza – aggiunge ne parlerò con calma con i miei clienti, decideremo insieme». Marco Monda, 45 anni, parrucchiere astigiano assistito dall’ avvocato Aldo Mirate, risponde deciso: «Non vogliamo fare le vittime a tutti i costi, ma io e mia moglie siamo stati segnati profondamente da quell’ esperienza». E ricorda le ore passate a bordo in attesa dei soccorsi: «Abbiamo toccato terra alle quattro di mattina, siamo stati tra gli ultimi a scendere, io ho battuto la testa, porto ancora un collare e ho problemi di udito aggiunge – onestamente non credo che 14 mila euro possano cancellare tutto questo». Su quella nave inclinata dallo squarcio e dall’ acqua anche la famiglia Poglio, papà, mamma e bambina di Montegrosso, ha lasciato ore d’ angoscia: «Non ho ancora parlato con la famiglia, ma non è il momento opportuno per decidere – sintetizza il legale astigiano Michele Patrisso, a cui la famiglia si è rivolta – è prematuro accettare un risarcimento in questa fase, prima bisognerà accertare il danno biologico». La famiglia Rosso di Castelnuovo Don Bosco ha saputo la notizia ieri mattina dall’ agenzia di viaggi: «Il biglietto del viaggio ci è già stato rimborsato, per il resto ci siamo affidati a un avvocato di Savona, insieme ad altre famiglie che abbiamo conosciuto a bordo» racconta Maria Teresa Manfredi, sulla nave insieme al marito Walter Rosso e alle due figlie. Sono tornati a casa sani e salvi: «Contatteremo lo studio legale per avere chiarimenti sul risarcimento, in ogni caso – sospira – siamo stati fortunati». I passeggeri sono cauti sulla proposta di indennizzo «Siamo stati fortunati»
 

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