4 Novembre 2011

"I miei 23 anni a scuola in attesa del posto fisso"  

"I miei 23 anni a scuola in attesa del posto fisso"
 

Scuola dell’ infanzia, elementari, medie e superiori. Dai paesini ai piedi del Gran Sasso all’ Appennino emiliano, passando per diversi viaggi all’ estero, senza sosta e senza abbandonare il sogno di un posto fisso nella scuola italiana, nonostante la linea dell’ orizzonte, più che avvicinarsi, a tratti si allontani. Alessandra Benedetti, abruzzese di nascita, classe 1966, laureata in Lingue e letterature straniere, è in Emilia-Romagna la precaria della scuola più "anziana", visto che da ventitré anni, all’ inizio di settembre o qualche settimana più tardi, è costretta a migrare verso un nuovo istituto. Un record davvero poco invidiabile, quel quarto di secolo trascorso in giro per l’ Italia lì dove la campanella suonava e dove c’ era bisogno di una supplente. Ma qualcosa potrebbe cambiare a breve, perché Benedetti si è affidata al Codacons: è arrita prima per anzianità di precariato al concorso dell’ associazione di consumatori, e si prepara al ricorso contro il ministero dell’ Istruzione. Un ricorso nel quale si chiede l’ adozione degli atti amministrativi generali necessari ad ottenere la definitiva immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie a esaurimento, e la conseguente conversione dei contratti di lavoro a tempo determinato, oltre a un risarcimento di 40mila euro. Un risarcimento solo parziale per ventitré anni di precarietà nel lavoro che hanno significato anche tanta incertezza nella vita: "Non mi sono mai potuta programmare", racconta Alessandra, "perché non sapevo mai dove avrei insegnato l’ anno successivo". Soltanto negli ultimi cinque anni è passata da Castello di Serravalle a Pianoro fino a Monteveglio, dove insegna oggi, alla scuola d’ infanzia – "Per me è una missione, se questo lavoro non ti piace non ci puoi stare" – ma prima ci sono state supplenze e contratti a termine alle medie e alle superiori, oltre a periodi di lavoro come accompagnatrice nelle vacanze all’ estero dei ragazzi. Alessandra Benedetti le ha provate tutte; ha accettato anche incarichi in paesini di montagna per accumulare maggiore punteggio, "ma ogni volta il regolamento cambiava e mi ritrovavo sempre indietro", lontano dal posto fisso. Cinque anni fa il trasferimento a Bologna per seguire il marito. "Fare quaranta, cinquanta chilometri al giorno per arrivare alla mia scuola è una fatica ma sono pronta a farlo, non chiedo la cattedra sotto casa. Sono pronta a fare sacrifici, ma basta precarietà".
 

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