1 Luglio 2011

Quote latte, condannati i capi Cobas della protesta

Quote latte, condannati i capi Cobas della protesta
  Dovranno essere risarciti in sede civile il Ministero delle Politiche Agricole, l’ Agea, la Coldiretti, le altre associazioni di allevatori in regola e il Codacons, a difesa dei consumatori truffati

  La Lega ha posto un’ altra volta gli interessi dei Cobas del latte al centro della nuova manovra economica del governo e a Torino, per una coincidenza del tutto casuale ma che pur dovrebbe far riflettere, la seconda sezione penale della Corte d’ appello ha condannato a 4 anni e mezzo Giovanni Robusti, leader storico della protesta. Configurata come un’ associazione a delinquere dalla sentenza di ieri. Il presidente Valter Macario ha ricordato, fra le parti civili aventi diritto ad un risarcimento, la Regione Piemonte. «Ma si è ritirata dal processo». Il caso è quello delle 6 Cooperative Savoia costituite ad hoc, l’ una dopo l’ altra, come in una staffetta, per figurare fittiziamente quali acquirenti del latte prodotto in eccesso da una parte degli allevatori piemontesi. In realtà veniva direttamente consegnato ai caseifici. Solo che, con questa interposizione, si eludeva il meccanismo del prelievo forzato alla fonte congegnato per far pagare le multe e scoraggiare un fenomeno diventato la linea di resistenza dei Cobas vicini alla Lega. Quegli allevatori che non di rado si sono venduti le proprie quote latte. Nella logica del «tanto non pago». Il danno erariale provocato dalle Coop Savoia è stato calcolato in 130 milioni di euro: la Procura di Saluzzo, che aveva istruito le indagini, l’ aveva ritenuto più elevato di 140 milioni. Al processo di primo grado, l’ ex presidente Agea (l’ agenzia statale preposta al meccanismo), Domenico Oriani, aveva quantificato in 4 miliardi e 362 milioni di euro il danno per i contribuenti italiani a causa delle multe pagate dallo Stato all’ Unione Europea per la produzione in eccesso di latte prima e dopo l’ introduzione del sistema delle quote latte ad personam. Con il quale si è passati all’ individuazione di una responsabilità del singolo produttore. Che non è cancellabile per legge nazionale: l’ Unione vuole che i Cobas del latte, dal momento che sono rimasti i soli ad insistere, paghino le multe. Robusti, subentrato a Bossi nell’ Europarlamento dal 2008, è stato condannato ieri anche come promotore di un’ associazione per delinquere finalizzata alla truffa nei confronti degli enti pubblici. In primo grado era stato condannato a 3 anni e 6 mesi. Ieri si è preso atto, come aveva indicato lo stesso procuratore generale Ennio Tommaselli, della prescrizione di tutte le truffe compiute entro il 2003 e l’ aumento di pena è stato attenuato dall’ eliminazione di una buona parte dei capi di imputazione. E’ stata cancellata per estinzione del reato l’ attività truffaldina delle prime quattro «Savoia» e per questo motivo sono state revocate le accuse contro buona parte dei 56 imputati. La Corte d’ appello ne ha assolti 38, condannati 2 a nove mesi, 10 a un anno, un cinquantunesimo è deceduto nel frattempo. Restavano, con Robusti, gli altri promotori dell’ associazione per aver avuto ruoli di primo piano nelle coop del latte: Denis Maero, Francesco Robasto e Antonino Bedino, condannati a 2 anni e 9 mesi ciascuno. Mentre la commercialista Cristina Maestri è stata ritenuta dai giudici soltanto una partecipante all’ associazione e ha avuto un anno e sei mesi. Fra le parti civili che dovranno essere risarcite in sede civile il Ministero delle Politiche Agricole, l’ Agea, la Coldiretti, le altre associazioni di allevatori in regola e il Codacons, a nome dei consumatori, che era stato escluso dai giudici di primo grado. L’ avvocato Mariagrazia Pellerino rappresentava le associazioni: «E’ stata una vittoria della legalità, si dà ragione a chi ha rispettato le regole e il denaro dei contribuenti. Agiremo subito in sede civile per il recupero del danno. Le Savoia sono state svuotate, ce la prenderemo con gli ex amministratori». Sulla stessa lunghezza d’ onda le dichiarazioni dell’ avvocato Tiziana Sorriente per il Codacons e di Roberto Placido, Pd: «La Regione Piemonte paga duramente la decisione di Cota revocare la costituzione di parte civile». L’ on. Teresio Delfino, Udc, riporta l’ attenzione sulle scelte del governo: «E’ una vergogna questo irresponsabile atteggiamento di favore nei confronti dei produttori irregolari in un momento in cui si tagliano i fondi a sostegno della disabilità, dei servizi sociali, della scuola». Gli avvocati: «E’ una vittoria della legalità, si dà ragione a chi ha rispettato le regole»

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