20 Dicembre 2011

"Classi pollaio" e aule insicure: la maglia nera va alla Sicilia  

"Classi pollaio" e aule insicure: la maglia nera va alla Sicilia
 

PALERMO – In Sicilia sono oltre 1.260 gli istituti scolastici che ospitano aule "fuorilegge": è il pesante dato che emerge dal Piano nazionale per la messa in sicurezza delle scuole italiane redatto e pubblicato dal ministero dell’Istruzione dopo che il Consiglio di Stato ha accolto la class action promossa dal Codacons contro le cosiddette "classi pollaio", ovvero le aule che non possono ospitare un numero eccessivo di studenti rispetto alle dimensioni delle stesse. "Il numero massimo di studenti per aula è di 25, dato che però in moltissime realtà regionali è di gran lunga superato arrivando, addirittura, a toccare quota 40", spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori. "Da anni denunciamo l’ esistenza di classi-pollaio e da tempo diffidiamo i provveditori agli Studi, i dirigenti scolastici a evitare di far vivere fuorilegge gli studenti". Una classe può essere definita pollaio quando ha più di 25 alunni ; quando è formata in un’ aula con dimensioni inferiori a 45 metri quadri (48 per le superiori), più 2 metri quadrati netti per ogni persona presente diversa dall’ alunno (insegnante di sostegno, esperto esterno e così via) e ha più di 25 alunni. Vengono considerate classi-pollaio, inoltre, quelle formate con qualsiasi numero di alunni ai quali non viene garantito l’ indice minimo di 1,80 metri quadrati netti procapite (materne, elementari e medie) e di 1,96 metri quadrati netti procapite per le superiori; infine, quando le classi sono formate da più di 25 alunni in aule con superficie inferiore ai 45/50 metri quadrati netti. Adesso gli istituti scolastici che rientrano nell’ elenco del ministero, non possono superare il numero di alunni indicato dalla legge pre-riforma Gelmini, e dovranno essere messe in sicurezza al più presto. Ma non solo. Tanasi, contattato telefonicamente dall’ Italpress, parla di "vittoria clamorosa" perché "da oggi è possibile utilizzare questo successo per sistemare parecchi precari" siciliani del mondo della scuola. Infatti, spiega l’ esponente del Codacons, "a causa dell’ accorpamento delle classi era diminuita l’ esigenza di insegnanti, invece adesso, sistemando questa situazione, ci saranno immissioni in ruolo superiori. Sicuramente il ministero utilizzerà un maggior numero di docenti". La battaglia non si chiude qui. "Continueremo a lottare – assicura Tanasi – affinchè le scuole dei nostri figli siano sempre più sicure e perché sia garantita l’ occupazione ai docenti".

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