24 Febbraio 2020

Quinto morto in Italia per il coronavirus. Fake news su chiusura scuole a Catania

 

Quinta vittima a causa del Coronavirus, quarta in Lombardia: si tratta di un 88enne di Caselle Lanne, in provincia di Lodi.

Continua a salire il numero dei positivi: al momento – secondo i dati forniti dal commissario Angelo Borrelli – sono 219 in tutta Italia, comprese le 5 vittime e il ricercatore rientrato da Wuhan che è guarito e che è stato dimesso dallo Spallanzani nei giorni scorsi.

Al momento, dunque, si registrano 167 contagiati in Lombardia (comprese le 4 vittime), 27 in Veneto (compreso l’anziano morto a Vo’ Euganeo), 18 in Emilia Romagna, 4 in Piemonte e 3 nel Lazio (la coppia di cinesi allo Spallanzani e il ricercatore dimesso). Dei 213 positivi, 99 sono ricoverati con sintomi in ospedale, 23 sono in terapia intensiva e 91 in isolamento domiciliare.

NEL NISSENO 4 PERSONE IN ISOLAMENTO VOLONTARIO. Quattro persone di Mussomeli (CL) tornate da Vo’ Euganeo, in provincia di Padova, paese dove si è registrato un decesso per Coronavirus, si trovano in isolamento volontario presso le loro abitazioni. Si tratta di quattro muratori che stanno eseguendo dei lavori per una ditta a Vo’ Euganeo. I quattro non presentano alcun sintomo, ma dopo essersi consultati anche con i propri medici di famiglia, hanno deciso spontaneamente di rimanere in isolamento nelle loro abitazioni. Intanto l’Asp di Caltanissetta ha istituito una task force attiva 24 ore su 24 per fronteggiare eventuali emergenze.

FAKE NEWS CHIUSURA SCUOLE A CATANIA. In riferimento a una fake news che riproduce grossolanamente un provvedimento del sindaco per la chiusura delle scuole e abusivamente messa in circolazione, il Comune di Catania ne ha smentito categoricamente il contenuto. “Ogni comunicazione dell’amministrazione – spiega una nota del Comune – va esclusivamente riferita a quelle pubblicate sul sito internet del Comune di Catania e sui canali social ufficiali Facebook e Instagram”.

GITE SCOLASTICHE SOSPESE. “Sono sospese le uscite didattiche e i viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero. Questo è stato deciso dal Consiglio dei Ministri ieri per evitare la diffusione del Coronavirus”, lo ribadisce l’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana Roberto Lagalla. “Si tratta di una misura precauzionale – spiega – per la quale si chiede ai dirigenti scolastici la massima collaborazione. Tengo molto a rassicurare le famiglie perché come già dichiarato ieri dall’assessore Razza, in Sicilia non ci sono ragioni di allarme ma è necessario e nostro dovere adottare le giuste misure di prevenzione in linea con le direttive nazionali e con le coerenti conclusioni della Unità di crisi regionale che in tale direzione si è già espressa nella riunione di ieri a Catania”.

TEST NEGATIVO A PALERMO. E’ negativo il test eseguito dal laboratorio d’analisi del Policlinico di Palermo sull’uomo che ieri era stato ricoverato nel reparto malattie infettive dell’ospedale Cervello e che aveva fatto scattare l’allarme. La sua presenza al pronto soccorso ieri aveva scatenato il fuggi fuggi di pazienti.

L’uomo aveva raccontato di aver pranzato con un due turisti cinesi residenti ad Amburgo più di un mese fa. Erano arrivati i sanitari del 118 e lo avevano trasportato nel reparto malattie infettive. Erano state distribuite mascherine al personale a tutti pazienti e ai familiari presenti in pronto soccorso. I locali d’attesa erano stati sanificati. Adesso l’esame sul tampone faringeo ha escluso l’infezione da Coronavirus.

OLTRE 40.000 CONTROLLI A PALERMO. Sono stati oltre 42 mila i passeggeri in arrivo all’aeroporto di Palermo con i voli internazionali (dal 5 febbraio) e da Roma Fiumicino (dal 10 febbraio) sottoposti al controllo contro il Coronavirus attraverso la misurazione della temperatura corporea con i termometri a infrarossi dai tecnici del ministero della Salute e dalla Croce Rossa. Dall’esame non sono stati rilevati casi di infezione.

Secondo le ultime direttive emanate dal ministero della Salute, al momento il controllo della temperatura corporea va effettuato solo sui passeggeri in arrivo con i voli internazionali e nazionali da Roma Fiumicino. Nelle prossime ore Gesap installerà i dispenser con il disinfettante per le mani, mentre la prossima settimana sono attesi i termoscanner.

SBARCO E QUARANTENA A POZZALLO. Sono sbarcati a Pozzallo i migranti a bordo dell’Ocean Viking. In totale 276 di cui 195 uomini, 14 donne e 65 minori. Cinque alla fine quelli ricoverati in ospedale. Per tre uomini con problemi respiratori (uno con una sospetta tubercolosi) ricovero direttamente nella divisione ‘Malattie infettive’ dell’Ospedale Maggiore di Modica senza transitare dal pronto soccorso, mentre, per una donna con problemi ginecologici e un uomo con una frattura pregressa sempre in ospedale ma le loro condizioni di salute non destano particolari preoccupazioni.

Gli altri 271 migranti sono stati trasferiti nell’hot spot di Pozzallo dove resteranno in quarantena per due settimane. Lo sbarco si è svolto con un rigido cordone sanitario e tutti gli operatori sanitari venuti in contatto con i migranti hanno operato CON tuta e mascherina. “Al fine di assicurare adeguate misure di prevenzione i migranti saranno trattenuti in quarantena nell’hotspot della cittadina siciliana. Alle medesime finalità precauzionali, il personale della nave rimarrà isolato a bordo per tutto il periodo necessario”, ha detto il Viminale, segnalando che “le autorità competenti provvederanno agli accertamenti e alla sorveglianza sanitaria ritenuti indispensabili”.

E’ il secondo sbarco che avviene a Pozzallo dopo l’emergenza del Coronavirus, il primo era stato il 2 febbraio scorso e dall’Open Arms erano sbarcati 363 migranti recuperati in mare in cinque operazioni di soccorso.

VERTICE A CATANIA. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha convocato per lunedì al Palaregione di Catania un vertice operativo per concordare misure preventive omogenee da adottare in tutti i Comuni dell’Isola per l’emergenza Coronavirus. Saranno presenti, assieme all’assessore alla Salute Ruggero Razza, anche il dirigente generale del dipartimento delle Attività sanitarie Letizia Di Liberti, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti e il presidente dell’Associazione dei Comuni siciliani Leoluca Orlando.

DENUNCIATO INFERMIERE. Intanto in Sicilia è psicosi. Ieri a Messina un infermiere del Policlinico Gaetano Martino di Messina aveva annunciato con un video privato la presenza di un sospetto caso di Coronavirus nel pronto soccorso, generando un allarme immotivato visto che il paziente proveniente dal Piemonte era in attesa di conoscere i risultati del tampone, poi negativi. Il sanitario è stato sospeso dalle mansioni, denunciato per procurato allarme e domani, secondo quanto comunicato dal direttore generale del Policlinico Giuseppe Laganga, sarà avviato il procedimento di licenziamento.

“USIAMO VITTORIO EMANUELE E SANTA MARTA”. Il Codacons Medici interviene sull’emergenza con un proposta forte: “L’impossibilità di distinguere clinicamente tra l’infezione da Coronavirus e sintomatologie simil influenzali di altra natura determinerà una prevedibile autotutela da parte dei medici di famiglia che, privi come sono al momento, di ogni materiale di protezione fornito dall’Asp (mascherine ffp3, occhiali, tute) non potranno visitare i pazienti se non esponendo se stessi e gli altri assistiti al rischio di contagio. Ciò creerà certamente disagi, proteste e conflittualità. Servono quindi strutture dove si possano visitare in sicurezza questo genere di pazienti. Il Codacons Medici propone quindi di utilizzare strutture come il Vittorio Emanuele o il Santa Marta che in brevissimo tempo potrebbero essere rese funzionali”.

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