22 Luglio 2014

Quindici milioni di assicurati a loro insaputa

Quindici milioni di assicurati a loro insaputa

Si chiamano polizze occulte e si annidano praticamente ovunque. Nei pacchetti vacanza, nei contratti telefonici, in quelli per la fornitura di luce e gas e anche nei conti correnti bancari. In pratica sono polizze assicurative che si pagano pur non essendo richieste. L’ Ivass, l’ autorità che vigila sulle assicurazioni, ha deciso di fare un po’ d’ ordine e ne ha contate ben 15 milioni sottoscritte da altrettanti clienti e utenti perlopiù ignari. I risultati dell’ indagine conoscitiva dell’ Ivass, che si è conclusa a marzo su dati relativi fino al giugno 2013, sono racchiusi nel suo titolo «Sei assicurato e forse non lo sai» e sollevano dubbi sulla trasparenza di tali polizze, con criticità legate alla conoscibilità delle garanzie, alle modalità di adesione e di scioglimento del contratto e alla chiarezza sui costi, sui quali l’ Ivass sta preparando alcune linee di intervento. Il fenomeno è di dimensioni significative visto che coinvolge più di 15 milioni di assicurati con oltre 1.600 tipologie di «pacchetti» offerti a seguito di accordi commerciali tra imprese di assicurazione ed operatori economici divaria natura. Tra questi spiccano agenzie di viaggi e tour operators, concessionari auto, istituti bancari, aziende per la fornitura di energia elettrica, gas e acqua, aziende di trasporto marittimo o aereo, aziende produttrici o distributrici di beni di largo consumo, Federazioni nazionali e Associazioni sportive. Le banche, ad esempio, hanno 9 milioni di assicurati, i tour operator 2,3 milioni, le associazioni sportive 1,8 milioni mentre sono 1,3 milioni gli assicurati inconsapevoli delle società che forniscono luce, acqua e gas; 182 mila le polizze occulte della telefonia mobile, in pratica accompagnano l’ acquisto dei cellulari. «Spesso le coperture assicurative – spiega l’ Ivass – sono parte integrante di offerte commerciali che comprendono beni o servizi di natura non assicurativa (all inclusive) oppure sono distinte e abbinabili al bene o servizio principale». Quel che proprio non va è che molte volte le polizze vengono spacciate come gratuite e siccome qui di gratis non c’ è più nulla, l’ Ivass annuncia che intende approfondire per capire se in realtà il costo dell’ assicurazione vada semplicemente a rincarare il costo del bene o servizio acquistato. Obiettivo dell’ Ivass è di «garantire che il consumatore sia consapevole di aderire a coperture assicurative nel momento in cui acquista beni o servizi di altra natura e dei relativi costi, al fine di beneficiarne in caso di bisogno». Il report con le sue conclusioni è stato inviato al Garante della concorrenza e del mercato, a quello della Privacy e all’ Autorità per l’ energia elettrica, gas e acqua sperando che si attivino e per valutare l’ opportunità di mettere in campo interventi congiunti a tutela dei consumatori. L’ indagine è stata trasmessa anche alle associazioni dei consumatori: «Bene – si legge in una nota del Codacons- Molto spesso i consumatori si ritrovano a pagare polizze assicurative di cui non hanno mai fatto richiesta, ma inserite in modo ingannevole nei contratti», spiega il presidente Carlo Rienzi. «Prassi che viola palesemente i diritti degli utenti e comporta ingiustificati aggravi di spesa per i cittadini. In particolare in questo periodo , polizze di ogni tipo vengono abbinate a pacchetti vacanza, prenotazioni alberghiere e biglietti aerei acquistati online, in modo poco trasparente e limitando la capacità di scelta dei consumatori».
 

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