30 Gennaio 2013

Quindici ditte a rischio chimico «Pronti a denunciare i sindaci»

Quindici ditte a rischio chimico «Pronti a denunciare i sindaci»

Adriana Morlacchi Sono quindici i siti del Varesotto «suscettibili di causare incidenti rilevanti» che figurano nell’ inventario nazionale redatto dal Ministero dell’ Ambiente e che sono quindi potenzialmente a rischio di incidente chimico per le sostanze che vi vengono lavorate. I comuni interessati sono Brunello per lo stabilimento chimico Broggini; Caronno Pertusella per la Flint Group Italia, la Benasedo spa e la Dipharma Francis srl; Casorate Sempione per il deposito di olii minerali Disma; Castellanza per Chemisol Italia; Castelseprio per la Sir Industriale spa; Crosio della Valle per Lampogas Lombardia; Gemonio per la Swk utensilerie; Leggiuno per la Promox; Mornago per la Galstaff Multiresine; Origgio per la Euticals Spa; Samarate per la Garbini Petroli e l’ AgustaWestland, Solbiate Olona con Oil.b. Lombardia capofila Il numero elevato non stupisce essendo la Lombardia la prima regione per impianti industriali a rischio (gli insediamenti sono 289, pari al 25% del totale nazionale). Legambiente ha realizzato insieme alla protezione civile un’ indagine dal nome “Ecosistema a rischio”, monitorando le zone sensibili ai fini di realizzare una campagna informativa e di prevenzione. Dal documento si evince che a Caronno Pertusella e a Leggiuno sono in corso esercitazioni e campagne di informazione per i cittadini, mentre per esempio a Casorate Sempione non accade nulla di tutto ciò. Per il Codacons i sindaci hanno il dovere giuridico di intervenire a tutela della salute dei loro concittadini e devono prevenire possibili incidenti, intossicazioni e malattie. L’ associazione di consumatori, quindi, chiede che i sindaci promuovano apposite ordinanze per aumentare la sicurezza di quegli insediamenti, imponendo le misure necessarie a prevenire possibili tragedie arrivando fino alla chiusura e spostamento degli impianti più pericolosi, ossia quelli collocati vicino a strutture a rischio come ospedali (2%) e scuole (18%). Se non sarà fatto scatteranno le denunce per omissione d’ atti d’ ufficio. «Doveroso risolvere» «Abbiamo detto ai sindaci che è loro dovere risolvere le situazioni a rischio cercando di prevenire incidenti – spiega Mauro Antonelli del Codacons – In particolar modo chiediamo di intervenire in quelle situazioni dove gli impianti sono vicini a scuole e ospedali. In questa fase stiamo avvertendo i sindaci, se non faranno nulla chiederemo di spostare le aziende più a rischio». «E’ ovvio che basta una fuoriuscita di gas tossico a causare rischio di intossicazione – mette in guardia Antonelli – La colpa è dei sindaci del passato che hanno consentito uno sviluppo poco serio nell’ urbanizzazione, concedendo alle scuole di sorgere vicino alle industrie».

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