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20 Settembre 2016

«Qui non si fuma». Massacrato in metrò

«Qui non si fuma». Massacrato in metrò
preso a calci e pugni a roma da due pregiudicati: è grave. picchiata anche la madre

«Per favore puoi spegnere la sigaretta?»: la risposta è stata un pestaggio brutale. La vittima, un uomo di 37 anni, è stato massacrato di botte davanti alla madre, rimasta anche lei ferita durante la lite. Il misfatto alla stazione Bologna del metrò di Roma. L’ uomo è in prognosi riservata. Gli aggressori sono stati riconosciuti e arrestati. Si tratta di due pregiudicati. Con loro altre due persone. ROMA Un’ ora prima del pestaggio sulla metropolitana erano stati respinti dal personale delle Ferrovie ai varchi d’ accesso ai binari della stazione Termini e avevano spintonato un addetto. Antonio Senneca, 24 anni, di Aversa, e Luigi Riccitiello, di 26, di Caserta, volevano oltrepassare le barriere senza avere il biglietto per salire su un treno qualsiasi. Con loro c’ era una coppia di amici. Gli stessi che ora rischiano l’ accusa di favoreggiamento o addirittura di concorso in tentato omicidio perché potrebbero averli spalleggiati sul vagone della linea B della metropolitana, fra Termini e piazza Bologna, dove domenica pomeriggio Maurizio Di Francescantonio, 37 anni, di Tivoli, è stato massacrato di botte sotto gli occhi della madre, Elena Vazzaz, di 60, anche lei rimasta ferita nell’ aggressione. Tutto per un invito – «Per favore, puoi spegnere la sigaretta che qui è vietato fumare e dai fastidio?» – che la vittima ha fatto a uno dei quattro ventenni. Da due giorni Di Francescantonio è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Umberto I con fratture al cranio. Ieri è stato operato, e i medici – coordinati dal professor Claudio Modini, responsabile del Dipartimento di emergenza e accettazione – sono ottimisti. Non ha mai perso conoscenza. «Ho solo fatto quello che mi sembrava giusto fare», avrebbe sussurrato ai primi soccorritori. Un mezzo miracolo viste le condizioni in cui il trentasettenne è arrivato in ospedale dopo aver subito colpi violentissimi al capo. Unica a cercare di salvarlo è stata la madre – anche lei ferita dai due ventenni – che gli ha fatto scudo col suo corpo. Guarirà in una settimana. Sul vagone e sulla banchina della fermata «Bologna» è stato il panico: fuggi-fuggi generale, senza che nessuno per alcuni minuti sia intervenuto in aiuto di madre e figlio. L’ allarme è però scattato subito: la scena è stata ripresa dalla videosorveglianza, sia il macchinista sia una guardia giurata hanno avvertito la polizia. Senneca, Riccitiello e gli altri due – compresa una ragazza -, che avevano fatto in tempo ad allontanarsi, sono stati individuati e bloccati poco dopo l’ aggressione su viale XXI Aprile dagli agenti del commissariato Porta Pia. La madre di Di Francescantonio ha riconosciuto i primi due – ora a Regina Coeli – come i picchiatori. Oggi c’ è l’ udienza di convalida. Chi indaga ha accertato che hanno precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, e che erano arrivati a Roma per trascorrere la giornata in giro per la città, ma non è ancora chiaro cosa ci facessero su un convoglio della metropolitana diretto verso la periferia est. Stando ad alcune testimonianze non si esclude che quando hanno aggredito il passeggero fossero sotto effetto di alcol e sostanze stupefacenti. Nonostante i colpi subiti, proprio Di Francescantonio e la madre hanno fornito agli investigatori la descrizione dei componenti del gruppetto, mentre l’ Atac ha messo a disposizione le immagini delle telecamere: un film in presa diretta di quello che è accaduto sulla banchina. Scene ancor più cruente di quelle che negli anni scorsi hanno portato alla cattura di Doina Matei per l’ omicidio di Vanessa Russo nell’ aprile 2007 dopo un litigio alla stazione Termini, sempre in metropolitana, e ancora di Maricica Hahaianu, l’ infermiera colpita a morte con un pugno da Alessio Burtone al capolinea Anagnina nell’ ottobre 2010. Ma sotto accusa è adesso la sicurezza nella metropolitana: il Codacons denuncia «controlli insufficienti» e chiede «più agenti in borghese». Mentre il Pd attacca l’ amministrazione dei grillini: «Da loro neanche una parola sull’ accaduto».

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