27 Maggio 2004

«Qui l?etica non conviene»

«Qui l?etica non conviene»

All?estero codici deontologici più rigidi che in Italia



MESTRE. Intende costituirsi parte civile il Codacons, l?associazione a tutela de consumatori, nel processo di Verona per l?inchiesta Glaxo. «Avevamo denunciato a suo tempo come cosa gravissima che la promozione dei farmaci avvenga con metodi come quelli messi in evidenza dall?indagine» commenta Franco Conte, presidente regionale Codacons.
«In questo caso – aggiunge Conte – emerge non solo un comportamento illecito ma un danno nei confronti del cittadino che, quando si reca a comprare un farmaco, finisce per pagare un prezzo che comprende anche l?acquisto del consenso del medico da parte della ditta produttrice, non più il valore scientifico dello stesso. Questo è decisamente lesivo».
«Auspichiamo – prosegue il presidente regionale del Codacons – che anche la Regione Veneto decida di costituirsi come parte lesa nel processo, perché il costo dei farmaci costituisce una spesa significativa ed episodi come questo rischiano di farlo lievitare. Ci auguriamo che la Regione provveda a contenere i costi non riducendo i servizi ma eliminando simili privilegi».
L?avvocato Conte si pone quindi un interrogativo: «Mi chiedo perché le multinazionali del farmaco, quando entrano in Italia, vengano meno alle loro carte etiche che sono così severe in paesi come la Germania e gli Stati Uniti. Altrove mostrano grande rispetto per il mercato e per i consumatori, invece sembra che qui da noi i loro codici deontologici diventino inapplicabili o quanto meno vengano sospesi. E? forse perché per loro è più costoso e meno conveniente essere etici in Italia?».
«Forse – conclude – se qui da noi esistesse la possibilità di esercitare azioni collettive e popolari che spesso hanno convinto le grandi aziende, per esempio negli Stati Uniti, a rimediare ai propri errori per evitare il peggio, allora le cose andrebbero diversamente».

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