20 Febbraio 2016

Qui la Rai non si vede mai

Qui la Rai non si vede mai
fratelli d’ italia porta la grana disservizi in parlamento

Pagano regolarmente il canone ma dei programmi Rai nessuna traccia. Solo un terzo dei residenti riceve il segnale tv e dal 2013 gli amministratori chiedono che il ripetitore venga spostato in modo da coprire l’ intero abitato. Decine di lettere, mail e telefonate di protesta sono cadute nel nulla. Ora la questione arriva in Parlamento con un’ interrogazione presentata dal capogruppo di Fratelli d’ Italia-Alleanza Nazionale Fabio Rampelli, componente della commissione di vigilanza Rai. Dura la presa di posizione di Salvatore Deidda, portavoce in Sardegna del partito di Giorgia Meloni. «Sembra assurdo che un diritto all’ informazione, pagato puntualmente con il canone non sia garantito in maniera puntuale. Sembra incredibile che nonostante le richieste e le proteste dei cittadini e degli amministratori, non si sia presa in esame una soluzione semplice: spostare il ripetitore». L’ impianto di Ederzì , dopo tanti anni di onorato servizio, non riesce a rilanciare i programmi di Mamma Rai, a Seui meglio conosciuta come matrigna. Le ultime proteste sono dell’ amministrazione guidate da Marcello Cannas con lettere alla direzione Rai e al Codacons. «Recenti indagini con tecniche Gis – hanno scritto gli amministratori – hanno appurato come centinaia di famiglie paghino il canone per un servizio che non hanno». In molti casi non è possibile installare neppure una parabola per la ricezione attraverso un satellite Hot Bird. «Nei dibattiti politici – conclude Deidda – qualcuno si chiede i motivi dello spopolamento e della disaffezione dalla politica nei paesi dell’ interno: se a Seui non riescono nemmeno a vedere la Rai e sono pure costretti a pagare il canone e per di più nella bolletta elettrica è giusto arrabbiarsi e indignarsi». ( si. l. )
 

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