QUESTO NATALE ALL’INSEGNA DEI RISPARMI
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fonte:
- La Provincia di Varese
Natale è arrivato. Certo, guardando il cielo e vedendo i nostri giacconi a vento a riposo nell’ armadio si potrebbe pensare al contrario, quasi che la primavera sia alle porte e che il vero freddo non voglia proprio arrivare. La realtà dice il contrario e il calendario è rimasto uno dei pochi a dirci la verità, un paio di giorni e tutti a tavola, pronti ad affrontare con piglio agonistico quelle massacranti maratone enogastronomiche che ci terranno inchiodati a tavola fino alle sei di sera, per poi riprendere con gli avanzi poche ore dopo. Già, il cibo, la voglia (…)(…) di riempirsi lo stomaco fino a scoppiare, un must, quasi un dovere, per l’ italiano medio. Le cifre del Codacons parlano chiaro, meglio agghindare la tavola con ogni ben di Dio invece di passare il tempo ad acquistare regali che nella maggior parte dei casi non verranno apprezzati dal parente di turno. E i commercianti tremano, i dati prevedono un ulteriore calo nelle spese natalizie. Cibarie a parte, anche quest’ anno saranno festività all’ insegna del risparmio, e le famiglie ridurranno ulteriormente il proprio budget di spesa. La crisi economica che ancora perdura nella nostra provincia e la scarsa fiducia nel futuro porteranno ad una riduzione dei consumi, che riguarderà principalmente i settori dell’ abbigliamento e delle calzature, arredo per la casa e viaggi. Complessivamente la spesa degli italiani per il Natale 2014 subirà una contrazione del -5%, passando dai 10,3 miliardi di euro del 2013 a i 9,8 miliardi di euro di quest’ anno. Nonostante queste previsioni da svenimento immediato c’ è comunque voglia di festeggiare, forse di scacciare via gli incubi di un 2014 nerissimo sotto il profilo economico e lavorativo, c’ è voglia di alzare il bicchiere e mandare giù un sorso che sia finalmente dolce e non intriso di amarezza, al diavolo la tredicesima e tutte le tasse che bussano alla nostra porta, è Natale e come suggerisce una famosa pubblicità, si può dare (e spendere) di più. Forse. Non per tutti sarà così, anzi, l’ esercito dei poveri aumenta di giorno in giorno anche se molti di noi, forse distratti dai luccichii che vediamo per le strade, non ci fanno caso. Basta aguzzare l’ occhio, basta non perdere lo sguardo nella solita vetrina che vende sogni per capire che è proprio in questi giorni che le differenze sociali escono ancora più allo scoperto. Sì, basta fare un giro nei supermercati per stilare mentalmente la classifica di chi non passerà affatto un dolce Natale. Pensionati con la minima si aggirano alla ricerca di qualche succulenta pietanza in offerta, non importa che sia salmone affumicato, panettone, insalata russa o polipo, basta ci sia qualcosa da poter mettere in tavola per ricordarsi che è un giorno di festa, per dimenticarsi le medicine da comprare senza l’ esenzione, le bollette che rincarano, i maglioni che si infeltriscono. Pochi euro nel portafoglio, la “ricca” social card già svuotata e in fila alla cassa, sperando di non dover rinunciare a qualcosa, perché la sportina con dentro l’ orgoglio si è svuotata anni fa. Nelle stazioni ferroviarie della nostra provincia, sdraiati su qualche panchina o attaccati alla macchinetta del caffè, passano le loro festività quelli che nella vita non sono riusciti a rimanere a galla. I senza tetto, gli emarginati sociali guardano senza sentimento le famigliole varesine che si apprestano ad affrontare gli ultimi giorni di shopping e forse, nella loro testa, passerà l’ immagine di un tempo interrotto, istantanee di una vita che aveva ancora un sapore commestibile e sapeva regalare loro un sorriso. Il 25 dicembre è il giorno in cui tutta l’ Italia si ferma. Peccato che l’ orologio della felicità per molti si sia inceppato da un bel pezzo.
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