17 Gennaio 2008

“Questo governo ha rotto le palline“

POSTI Per fermarlo hanno dovuto metterlo in galera. Dopo aver colorato di rosso l`acqua di Fontana di Trevi, l`artista futurista Graziano Cecchini ieri, ha messo in scena un`altra spettacolare performance-denuncia. Cinquemila palline colorate (costate 25mila euro), hanno rotolato dalla scalinata di Trinità de` Monti finendo nella “Barcaccia“ di piazza di Spagna tra lo stupore dei turisti, dei passanti e dei commercianti. Che non hanno esitato a congratularsi con il maestro per il suggestivo spettacolo e per le motivazioni che Cecchini stesso ha dato al suo provocatorio gesto. “La dinamicità delle palle contro l`immobi lismo del governo“, spiega. “In questo Paese non si vive bene, ci sono emergenze irrisolte da anni, la sicurezza sul lavoro, l`immondizia, i ritardi dei treni, il precariato, il traffico“. Poi mostra il volantino di rivendicazione con su scritto: ““I fratelli d`Italia si son rotti le palle“. Poco prima che i carabinieri lo invitassero a salire sulla gazzella per portato alla caserma di San Lorenzo in Lucina, Cecchini si fa serio. Si toglie gli occhiali “rosso trevi“ (di Oliviero Toscani), tira fuori dalla tasca una pallina colorata a spicchi blu, gialla, verde e rossa, la mostra alla folla che si era radunata e annuncia: “Partirò per la Birmania. E questa pallina colorata servirà per aiutare il popolo Karen“. È bastato tutto questo per farlo arrestare. Insieme a due giovani di 24 e 21, che, sostengono i magistrati, lo avrebbero aiutato nell`azione futurista. Dovrà rispondere del reato di interruzione di pubblico servizio. E questa mattina, alle 9, sarà processato dal giudice monocratico per direttissima. Un`accusa che prevede una pena che và da uno a cinque anni di reclusione. “Ritengo eccessivo l`arresto in flagranza, e il conseguente giudizio direttissimo di domani, effettuato nei confronti del signor Graziano Cecchini“, ha commentato Antonio Pompò, legale dell`artista e delle altre due persone. “La sua condotta non appare allo stato degli atti riconducibile alla fattispecie delittuosa contestata, che risulta anzi del tutto inconferente“. E spiega: “Non si comprende, infatti, quale pubblico servizio sarebbe stato interrotto dal medesimo signor Cecchini la mattina presto sulla scalinata di piazza di Spagna. Tanto meno, nel caso di specie, si comprende la necessità di effettuare un arresto posto che l`articolo 381 del codice di procedura penale richiede la gravità del fatto o la pericolosità del soggetto quale fondamento di tale misura limitativa della libertà personale“. Immediata la solidarietà di Vittorio Sgarbi, che si è addirittura dichiarato correo alla sua impresa. “Lode a Cecchini“, ha detto l`assessore alla Cultura di Milano. “Sono colpevole per concorso ideologico perchè gli ho dato uno status di artista stabilendo che il suo primo gesto era un`opera d`ar te“. Il critico d`arte dunque rivendica lo spessore artistico anche di quest`ultima trovata di Cecchini: “L`arte contemporanea che noi magnifichiamo legittima questa impresa: un`arte che occupa il territorio, senza chiedere l`autorizzazione e aggiungendo per giunta un effetto di imprevisto. L`anarchia è un tratto tipico dell`arte contemporanea“. Un`opera studiata nei minimi dettagli, con tanto di giustificazioni da fornire alle forze dell`ordine in caso fosse stato fermato prima del blitz. “C`è l`inaugurazione di un negozio a via Condotti“, ci racconta il giorno prima, nel back stage della performace, “se intercettano i furgoncini che trasportano le palle diciamo che sono dei gadget da distribuire davanti al negozio“. E poi i sopralluoghi. L`ulti mo alle tre della notte di ieri sera, durante il quale Cecchini nota che “l`Ama è passata ben tre volte in meno di cinque ore, mentre a Cinecittà, Prenestino e in periferia non si fa vedere per interi mesi“. E mentre Carlo Rienzi, Presidente Codacons invita il Comune ad assumere Cecchini come promoter, gli assessori capitolini Silvio Di Francia e Jean Leonard Touadì sparano a zero sull`artista futurista. Per il primo si tratta di “folklore molesto“, in quanto “gli addetti del decoro urbano potrebbero andare altrove a fare il loro lavoro, mentre invece si devono occupare, è evidente, di una persona che ha avuto una sindrome da astinenza che dopo la celebrità ed il dibattito aperto su Fontana di Trevi“. Per il secondo “Tale comportamento non è accettabile“. Gli operatori dell`Ama, comunque, confermando che non è stato provocato alcun danno in meno di due ore hanno ripulito tutto. Aiutati anche dalla gente che non ha potuto fare a meno di portarsi a casa un bel po` di souvenir. Bambini, anziani, ragazzi, e finanche un gruppo di suore hanno riempito buste di palline come ricordo di uno spettacolo che in poche ore ha fatto il giro del mondo.

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