30 Settembre 2018

“Questo è il decreto del nulla che umilia una città ferita”

sfollati, operatori portuali, industriali e politici fortemente delusi dal provvedimento varato dal governo che offre poche certezze
Agli sfollati non piace, ma nemmeno agli industriali, agli operatori portuali, agli esponenti sindacali. Il cosiddetto decreto Genova lascia insoddisfatti i genovesi. «Non chiamiamolo più Decreto Genova, per rispetto alla nostra città, alle sue sofferenze ed alle sue speranze tutte infrante dietro un Decreto che potremmo definire del nulla» è ad esempio la presa di posizione di Spediporto, l’ associazione che raggruppa gli spedizionieri, i corrieri e i trasportatori del porto di Genova,. «Nulla di quello che realmente serviva è presente, teniamoci il premio di consolazione dei due sub commissari e qualche spicciolo che servirà a ben poco – denuncia l’ associazione su Facebook – Manca tutto, dalla certezza su chi ricostruirà il ponte, ai tempi della ricostruzione, dove compare un preoccupante 2029 nel testo». Gli sfollati dalla zona rossa annunciano una manifestazione l’ 8 ottobre in piazza De Ferrari. «A Roma diremo no al ‘Decreto del nulla’. Un documento che umilia la nostra città, già profondamente colpita dal crollo del ponte Morandi. Un documento assolutamente inadeguato per far fronte all’ emergenza che tutta la città sta vivendo. In questo modo il governo cancella il futuro della nostra città» sottolinea Alberto Pandolfo, segretario Pd Genova, che oggi partecipa alla manifestazione contro il governo organizzata dai dem. Ma nemmeno sul fronte politico omologo del governo nazionale i pareri sono positivi. «La parola è una sola e non riesco a trattenerla: irricevibile» è il commento dell’ assessore comunale al Bilancio Pietro Piciocchi postato sulla sua pagina fb. «Voglio essere costruttivo e sperare che tutti gli amici che sono nel governo e nel Parlamento si adoperino per cambiarlo in sede di conversione in legge». Intanto il nome di Claudio Andrea Gemme, presidente e ad di Fincantieri Sistemi Integrati Spa, un passato in Finmeccanica e Ansaldo, ha provocato la presa di posizione del Codacons: «La circostanza che vede Gemme ricoprire un ruolo di rilievo all’ interno di Fincantieri, società a cui il vicepremier Di Maio vuole affidare la ricostruzione del ponte Morandi, potrebbe dare vita a contenziosi legali causati dal conflitto di interessi in capo al Commissario il quale, una volta concluso il suo compito istituzionale a Genova, potrebbe tornare ad operare per la stessa Fincantieri – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Suggeriamo al governo di rivedere la propria decisione sul nome del Commissario straordinario, per evitare interventi dell’ Anac e ricorsi da parte di società concorrenti che finirebbero solo per ritardare i lavori di ricostruzione con enormi danni per i cittadini di Genova e la collettività». Gemme, che da ragazzo ha vissuto proprio in via Porro, nella zona rossa, ha dichiarato in un’ intervista a Telenord: «Le mie dimissioni dal management di Fincantieri sono già sul tavolo. Così quando arriverà la nomina saranno immediatamente esecutive». E sui tempi per la ricostruzione al momento non si esprime, però, «8 mesi mi sembrano pochi». Gemme «non avrà vita facile» dice il governatore della Liguria Giovanni Toti: «Ho sottolineato a Conte e a Gemme che riteniamo molto complicata la vita di un commissario su un decreto che non stabilisce esattamente quali sono i percorsi per la ricostruzione e ne inibisce molti di quelli che sarebbero più pratici». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
alessandra pieracci

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