QUESTA è l`Italia: ogni occasione è buona per fare festa
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fonte:
- Il Tempo
Un esempio? Bè, se c`è da fare qualche iniziativa di solidarietà, un classico è la cena a pagamento. Ci si guadagna in tre: la nostra coscienza, appesantita solo da spaghetti allo scoglio e abbacchio, la ristorazione in crisi e il destinatario dell`iniziativa. Persino la fumesta giornata di ieri ha avuto le sue feste. La più clamorosa è stata a Padova, nella sede dello storico caffè Pedrocchi dove il giovane direttore, l`arguto Federico Mesetto, ha convocato i cittadini per dire addio a una tradizione che durava da 174 anni: il fumo del sigaro.
Si sono presentati in 500 per dire addio a una tradizione che ha segnato la storia dei moti del 1848. Sirchia è felice, èd euforico come se avesse bevuto una magnum di Dom Perignon tutto d`un fiato. Ieri ha sparato sulla Confcommercio, che sarebbe partecipe della lobby del tabacco, ha dato dell`illiberale a questo e a quel ministro e ha dichiarato soddisfatto: «Mai avute tanta popolarità e manifestazioni d`affetto». E ora, si appresta a entrare nella giungla dove la Rosi Bindi non poté: l`alcool. “Dopo il fumo, giro di vite sull`alcol“ – hanno titolato i giornali ieri – anche se il ministro, memore delle feste in piazza, quando la Bindi provò a proporre la scritta “nuoce gravemente alla salute“ sulle bottiglie di casa nostra, è andato cauto. Ha parlato solo di birra e superalcolici, e poi di cocktail tanto pubblicizzati, che sarebbero destinati ai giovani. L`obiettivo – ha dichiarato Sirchia – è dire che l`alcol sotto i 16 anni fa male. Già, anche le sigarette nel bagno della scuola fanno male, ma lì, a controllare non entreranno vigili o polizia e la stella di sceriffo ce l`avranno gli insegnanti.
Perché, caro ministro, non concedere la stella di sceriffo sugli alcolici anche ai genitori, piuttosto che rimestare nell`ovvio scatenando i prodromi di una generalizzata guerra antialcolica? Macché, mica la farà lui la guerra al vino, ci mancherebbe. Sirchia dà le linee generali: mezze porzioni a pranzo, niente fumo, niente alcol, poi ci pensa che so, il Codacons o qualche altra associazione a rincarare la dose. L`importante è andare sui giornali. Persino le aziende agrituristiche hanno tenuto a precisare che nei loro locali non si fumerà (bella scoperta: sono locali pubblici. Però anche l`ovvio va bene quando si deve far sapere d`esistere), e il Codacons ha insistito: niente fumo in auto. Diteci un po`: quando sapremo come comportarci con il nostro sesso? È vero che gli atti impuri portano alla cecità e quindi costeremmo di più allo Stato? E che dire dell`alcol che rende impotenti? Se beviamo non procreiamo, vogliamo un presidente della Repubblica cinese o musulmano? Cosa ne dice il Codacons? Lo facciamo un referendum popolare per abolire quell`inutile cosa che è il libero arbitrio? Oppure ci fermiamo un attimo e, nonostante l`ebbrezza della popolarità e dell`immagine, rispettiamo di più l`assunzione di responsabilità che è in ciascuno noi?
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