«Quello non sono io»
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fonte:
- Il Messaggero
Totti chiede scusa e l?Uefa ne tiene conto: tre giornate
Le avrà viste chissà quante volte, a chissà quante velocità, moviolate o meno, quelle immagini registrate dalla tv danese che gli aveva dedicato l?attenzione a uomo non solo di Poulsen ma anche di una telecamera.
Francesco non si riconosce in quelle immagini che lo inchiodano allo ?sputo di Guimaraes?, che, rivelato con qualche ora di ritardo, ha aperto la strada allo sputare veleno su di lui. Che sia colpevole è fuori dubbio, che sia da condannare è fuori dubbio; ma, come sempre, c?è di più: anche l?ipotesi di una richiesta per danni da avanzare contro Totti per aver danneggiato l?immagine dell?Italia (5 milioni di euro, dice il Codacons).
Francesco non si riconosce in quel video, perché, dice alla giuria di sette giudici (Vilaseca, presidente, spagnolo; Partl, austriaco; Antenen, svizzero; Bowen, nordirlandese; Berzi, ungherese; Taylor, scozzese, e Koch, tedesco) ed al rappresentante dell?accusa, Kappel, austriaco, «Totti è un?altra persona, non è quello che sputa, chiedo scusa a tutti, e sono dispiaciuto sì per le sanzioni cui vado incontro, ma di più perché non sono un lama né uno che picchia e non vorrei che la mia immagine annegasse in questo sputo».
Anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha voluto scriverlo in una lettera; e la prima cosa che la giuria dell?Uefa ha capito, e per questo ha poi ridotto la richiesta dell?accusa e il tariffario che era di quattro giornate di squalifica a tre, è stato il ?Totti bravo ragazzo? che Francesco è, più a lungo Dr. Jekyll dell?impegno e del bel gioco che non Mr. Hyde della saliva.
L?Uefa che giudicava ha avuto il buonsenso di capire che si trovava di fronte a un ragazzo diversissimo da quello che le immagini stavano raccontando. Quello che si stava scusando e che si descriveva era un altro. Quello che gli avvocati Giulia Bongiorno e Mario Gallavotti stavano difendendo era (ed è) un altro.
Dopo il lato umano, gli avvocati puntavano su quello giuridico: ecco allora la differenza del tutto cavillosa per un ragionare comune fra lo sputo che va a segno e quello che non arriva, differenza che muta il reato da condotta gravemente antisportiva a condotta antisportiva senza avverbi, con conseguenti minori sanzioni; ecco la sottolineatura non solo del ritardo nella denuncia ma anche del fatto che si stesse prendendo in esame un filmato televisivo sì ufficiale (registrato dalla televisione di stato) ma anche personalizzato. In novanta minuti, undici telecamere che seguissero passo passo un giocatore come un Grande Fratello vero, reality e non fiction, rivelerebbero ?domenicalmente? molti illeciti e ?biscardizzerebbero? definitivamente ogni giustizia sportiva, o forse sarebbe il caso di togliere altrettanto definitivamente l?aggettivo ?sportivo? da ogni sostantivo attinente a una vicenda del calcio.
Pare che dei tre elementi soprattutto il primo, il Totti che è, sia stato tenuto in conto dal jury dell?Uefa che così avrebbe ridotto dalle previste 4 a 3 giornate (comunque la metà del campionato europeo se uno arriva in finale, se le cose restano così e se qui resta l?Italia Totti può tornare in semifinale) la squalifica di Francesco. Ti sembrano tante?, gli viene chiesto quando esce. Non lo so, è la risposta triste.
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