2 Dicembre 2005

QUELL`INUTILE CORSA AL VACCINO ANTINFLUENZALE



Prosegue la caccia al vaccino antinfluenzale. Una caccia vana, purtroppo inutile: il vaccino non c`è, da nessuna parte. A Salerno città, come in provincia. Trovarne una confezione è come vincere al Superenalotto, qui da noi il trend è lo stesso di tutta Italia. Scorte finite da tempo, richieste che continuano ad arrivare, ma restano inevase. E ovviamente tutti i disagi del caso per i consumatori che devono acquistare i prodotti, ma anche per i farmacisti che ogni giorno si trovano a dover far fronte alle richieste e alla rabbia della gente. Mercato fermo, proteste nemmeno tante velate soprattutto da parte degli anziani, cioè della fascia che più di ogni altra è interessata al vaccino contro l`influenza. Ma ad essere penalizzati sono anche i bimbi che devono essere vaccinati per la prima volta. E così i genitori si sono ritrovati a fronteggiare un problema e a bussare ad ogni farmacia per trovare il prodotto. “La situazione è critica ormai da giorni e quello che fa più rabbia è non avere strumenti per risolvere il problema e per poter accontentare la clientela. Avevo messo da parte una confezione di vaccino antifluenzale per me, un paio di giorni fa entrò in farmacia un anziano che si sentiva praticamente perso senza il vaccino. E così mi sono privato del mio pur di accontentarlo“, dice Antonio Pandolfi, presidente di Federfarma e titolare di una farmacia a Pagani. E` lui che coordina le farmacie di Salerno e provincia, le private e le comunali. Sono circa 350 su tutto il territorio provinciale e hanno come riferimento le tre Asl. Poi ce ne sono 32 comunali. Il vaccino è terminato dappertutto, non lo hanno le Asl e non lo hanno i medici di base. “Ci siamo allineati alla posizione di Federfarma nazionale, abbiamo fatto una segnalazione al Ministero della Salute per sottolineare l`urgenza dell`invio di altre confezioni. Tutto inutile, le ditte non ne hanno più e le scorte nei depositi sono finite“, spiega Pandolfi. Consumo più che raddoppiato, tutta colpa della psicosi collettiva per l`incubo aviaria. Confezioni consumate molto rapidamente, le vaccinazioni si fanno a ottobre e novembre. Ebbene, c`è tanta gente che ancora oggi, a dicembre, richiede il vaccino, Ma ormai da una ventina di giorni le confezioni sono praticamente esaurite. “Ne abbiamo venduti 130 di vaccini, c`era gente prenotata da tempo, quella cioè che il vaccino lo acquista abitualmente. Ma a questa quota si sono aggiunti i consumatori dell`ultima ora, quelli condizionati dalla sindrome aviaria. E così molti si sono vaccinati e non ne avevano realmente la necessità e sono rimasti scoperti in tanti, in particolar modo gli anziani con problemi specifici, che avevano invece fortemente bisogno di questa copertura“, dice Michele Conforti, titolare della farmacia Del Leone a corso Vittorio Emanuele. “Quest`inverno il consumo rispetto all`anno scorso è stato superiore del 40 per cento. Ogni anno viene effettuata la resa del prodotto, restituiamo tutto ciò che non viene venduto. Quest`anno invece è finito tutto a inizio novembre, abbiamo venduto una settantina di confezioni. Poi ci siamo rivolti alla ditta Chiron e abbiamo chiesto ai depositi di zona altre confezioni, ma non c`è stato niente da fare. La vera beffa sarebbe rappresentata dal fatto che se i vaccini dovessero arrivare tra una decina di giorni non servirebbero più perchè la copertura bisogna farla almeno una quarantina di giorni prima dell`esplosione del virus, prevista in prossimità delle festività natalizie“, dice Gino Sapere della Farmacia Sapere, a Torrione. È critica anche Raffaella D`Angelo del Codacons: “Si doveva lasciare spazio a chi aveva veramente bisogno di acquistare il vaccino. Invece non c`è stata la giusta informativa e così le scorte sono state prese letteralmente d`assalto. Ovviamente in questo modo a pagare è il consumatore, anche se le farmacie non hanno colpe. Anzi, era nel loro interesse vendere quanti più prodotti possibili per rispondere a una logica commerciale. Quindi, se il vaccino non c`è più da tempo in commercio, bisogna cercare altrove le cause. Ma intanto a pagarne le conseguenze è il consumatore“. In corsa tre liste per il rin- novo delle cari- che all`Ordine dei medici.

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