Quelli del cinema di una volta…
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fonte:
- La Stampa
Non è un errore della programmazione. Martedì, a Sanremo, «Dragon Trailer», il film tridimensionale firmato da Dean De Blois e Chris Sanders (gli stessi del fortunatissimo Shreck»), sarà in cartellone in due sale diverse: all’ Ariston Roof 1 e al Ritz. Con una sostanziale differenza: al Roof 1 verrà proiettata l’ edizione tridimensionale, quella con cui è stato concepito il film, che gli spettatori potranno seguire con gli appositi occhialini; al Ritz l’ edizione più tradizionale, in alta definizione ma non tridimensionale. Quindi senza occhialini. Perchè questa duplice versione? «Perchè c’ è chi non vuole il tridimensionale e chiede di poter vedere il film senza occhialini, come una volta. Al Ritz sarà possibile farlo. L’ alta definizione garantirà una proiezione di qualità, certo senza gli effetti tridimensionali», spiega Walter Vacchino, titolare del treatro Ariston. Verrebbe da dire una sfida tra nuove tecnologie e tecnologie tradizionali. Enfatizzando una sfida fra spettatori progressisti e spettatori più oscurantisti. In effetti dietro alla richiesta di una proiezione in stile «retrò» rispetto al 3D, che avanza sempre di più, non ci sarebbe solo un gusto «vintage» ma ci anche altre cose. Soprattutto le polemiche sollevato dal Codacons, con una denuncia a Milano. Sul banco degli imputati gli occhialini tridimensionali che potrebbero non garantire del tutto l’ igiene. «Non c’ è nessuna certezza che facciano male – spiega Vacchino – Le nuove tecnologie, anche per gli occhialini, offrono la massima sicurezza. Si sta andando verso l’ usa e getta e, in ogni caso, in accordo con gli esperti dell’ Asl, già adesso stiamo già attuando procedure corrette di "sanificazione" degli occhialini. Per garantire la massima sicurezza agli spettatori»
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