6 Aprile 2006

Quelle onde sono un pericolo

ALLARME Monte Grande e Monte Cerere: Codacons divulga i dati sui campi elettromagnetici “raccolti dalla commissione provinciale“

“Quelle onde sono un pericolo“


Campi elettromagnetici alle stelle sulle colline di Castel San Pietro. Lo denuncia il Codacons, che ha divulgato proprio ieri la notizia secondo la quale, “da una verifica effettuata dalla commissione provinciale si riscontrano sforamenti da parte degli impianti radio-tv rispetto ai limiti a tutela della salute“. Nello specifico, il problema riguarderebbe sia Monte Grande che Monte Cerere. “Gli esiti dei rilevamenti effettuati in ambito di studio del Plert (Piano provinciale di localizzazione dell`emittenza radio televisiva della Provincia di Bologna) – dice il Codacons – in base a quanto riferisce il rappresentante delle associazioni dei consumatori all`interno della commissione istituita presso la Provincia, dimostrano come in ben undici casi si sia registrato lo sforamento del limite dei 6 v/m (volt al metro) imposto dalla legge come limite massimo di valore di campo elettromagnetico a cui possono essere esposte le persone per più di 4 ore al giorno“. Di questi undici casi, due riguardano appunto Castel San Pietro. Nel caso di Monte Cerere è stato registrato un massimo di 7.3 v/m , mentre a Monte Grande il limite raggiungerebbe picchi quadruplicati rispetto ai limiti imposti dall`Unione Europea (si passa da 17.1 a 28,1 v/m). E spetta tra l`altro proprio a Monte Grande il poco gratificante record di emissioni di onde elettromagnetico tra gli undici casi evidenziati dalle verifiche della commissione provinciale. “Occorre segnalare – aggiunge il Codacons – come vi sia stata una carenza di monitoraggio nel tempo da parte dell`Arpa, tant`è che mentre alcune misure sono state fatte su insistenza del rappresentante dei consumatori (come quelle attorno al colle bolognese di San Luca), altre non sono aggiornate“. Oltre al nostro, interessati a questi poco confortanti dati sono tanti altri Comuni della provincia. Si va dal capoluogo felsineo (sul santuario di San Luca) a Ozzano Emilia (in via Ciagnano), da Pianoro (via Monte Calvo) a Grizzana (Montovolo). L`associazione che tutela i diritti di utenti e consumatori aggiunge che “in base alla legge regionale 30 e alla legge quadro 2003 sono scaduti i termini per provvedere all`obbligatoria riduzione a conformità degli impianti come già richiesto dall`Ausl agli assessorati alla sanità dei Comuni dove tali impianti risiedono. A questo punto in assenza di iniziative dei sindaci che ricoprono il ruolo di massima autorità sanitaria sul territorio comunale, il Codacons procederà a depositare presso la Procura della Repubblica un esposto affinché si verifichi se siano stati posti in essere e persistano comportamenti penalmente rilevanti“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this