22 Agosto 2011

Quella manovra corale, che non piace a nessuno

Quella manovra corale, che non piace a nessuno
 

FINANZIARIA. Tutti contro tutti sulle misure che dovrebbero portare in pareggio il bilancio. Lega e Cisl a favore della patrimoniale ma contro i tagli alle pensioni. Centrodestra nel caos. Tutti contro tutti. Ma in fretta, per favore. Sembra essere questa la filosofia della prossima discussione parlamentare sulla conversione in legge del decreto governativo che contiene la "manovrina" aggiuntiva, quella che dovrebbe anticipare il pareggio di bilancio all’ anno prossimo. Le misure, presentate in pompa magna da Tremonti e Berlusconi pochi giorni fa, evidentemente, non erano state concordate con nessuno, e oggi affondano sotto critiche severe da destra e da sinistra. A condannare le misure sulle pensioni c’ ha pensato la Lega che, come il resto del Pdl, procede in ordine sparso. Infatti se è il ministro Calderoli a pronunciarne il de profundis ("Per la Lega le pensioni non si toccano") sono i suoi colleghi di governo a ricordargli che "Ma chi ha mai parlato di ridurle? Stiamo solo ritardando l’ andata in pensione per alzarle", come ha fatto il sottosegretario Pdl Crosetto, o "Si dovrebbe ricordare a Umberto Bossi che i tagli alle pensioni sono già stati fatti con il voto della Lega a luglio", ricorda Giuliano Cazzola, Pdl, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera. La Lega ha anche un problema serio con i tagli agli enti locali, che ieri hanno fatto scendere in piazza una moltitudine di amministratori. Il sindaco di Verona Tosi, dalle sue vacanze pugliesi, boccia senza appello i tagli e lancia con forza la patrimoniale indicando i capitali "scudati" come obiettivo preferenziale per nuovi prelievi (dimostrando però scarsa familiarità con l’ aritmetica). E’ quasi unanime la critica al "contributo di solidarietà" per i redditi superiori ai 90 mila euro. La patrimoniale invece piace pure alla Cisl di Bonanni. Il problema è che è aborrita dal premier ("Mai durante un mio governo" dichiarò) e dai suoi fedelissimi (per Romani "Non è una ipotesi sul tavolo"). Dopo giorni di martellante denuncia da parte di Terra sulla privatizzazione dei servizi pubblici arrivano le prime prese di posizione. Il Codacons invoca l’ intervento di Napolitano, mentre Franco Barbato (Idv) denuncia: "Pur di far cassa, il governo si fa beffa del voto di milioni di italiani che hanno detto chiaramente no alla vendita obbligatoria ai privati di quote delle aziende che gestiscono servizi pubblici come rifiuti, trasporti ed energia". A sinistra intanto è partita la gara a chi chiederebbe di più al Vaticano: se i Radicali volevano l’ abolizione dell’ esenzione Ici e la riduzione dell’ 8 per mille, il comunista Ferrando invoca la collettivizzazione tout court dei beni ecclesiali. Resta diviso il fronte sindacale. A Bonanni ieri la palma della maleducazione politica (e personale). Il responsabile della Cisl ha così risposto all’ invito della leader Cgil Camusso per lo sciopero generale: "La signora Camusso, perchè glie lo chiede Landini (Fiom, ndr), fa la richiesta a noi dello sciopero generale? Risolvesse il problema Landini piuttosto". La "signora", signorilmente, non ha risposto. Il governo sembra aver sbagliato i conti anche riguardo l’ idea di spostare (cioè abolire) le feste laiche per evitare i "ponti" invisi a Confindustria. Secondo un calcolo degli operatori del turismo quei "lunghi" fine settimana valgono circa 5 miliardi per il settore. Concludendo: compromesso cercasi (praticamente su tutto). Anche perchè l’ euforia in borsa, per la fine di Gheddafi, durerà pochissimo. Quella manovra corale, che non piace a nessuno FINANZIARIA. Tutti contro tutti sulle misure che dovrebbero portare in pareggio il bilancio. Lega e Cisl a favore della patrimoniale ma contro i tagli alle pensioni. Centrodestra nel caos.

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