22 Ottobre 2019

Quella lettera inviata ai Comuni

TRANI. Alla lettera, inviata a tutti i comuni nel mese di agosto, avevano risposto soltanto Barletta e Margherita di Savoia. Oggi a distanza di oltre due mesi, i comuni che hanno risposto restano sempre Barletta e Margherita di Savoia. Al contrario nessun riscontro, dalle altre amministrazioni nella Bat, alle sollecitazioni sull’ eliminazione dei manufatti in amianto dai territori comunali della nostra provincia. Antonio Carrabba, portavoce Bat dell’ As sociazione esposti amianto e rischi per la salute, e Nicola Ulisse, responsabile della sede di Trani del Codacons, nel frattempo hanno anche chiesto ed ottenuto il coinvolgimento di Legambiente nella loro campagna di sensibilizzazione del territorio. E adesso, insieme con il cigno verde, torneranno a sollecitare sindaci dei comuni della Bat, comandanti delle polizie locali e responsabile del Dipartimento prevenzione della Asl Bt: obiettivo, «pervenire rapidamente alla rimozione dell’ amianto depositato abusivamente in siti a cielo aperto, per sollecitare il censimento e mappatura dei siti contaminati, e avviare interventi di bonifica attraverso apposite ordinanze sindacali e, ove non ottemperate, esecuzioni in danno dei proprietari». I promotori della campagna rilevano come, dopo ben oltre 27 anni dall’ entrata in vigore della legge 257/92, che lo dichiarò fuori legge, «la presenza nelle nostre città di manufatti in cemento amianto nelle diverse forme di utilizzo (coperture, canne fumarie, canali di scolo, tubature, ecc.) è ancora eccessiva e ancora più degradata ove non sottoposta, come quasi sempre avviene, ai trattamenti obbligatori di manutenzione». Quest’ ultima circostanza costituisce, a detta di Carrabba e Ulisse, «elemento di maggiore pericolo, a causa della vetustà dei manufatti, per la salute dei cittadini esposti al rilascio di fibre anche per effetto dei fenomeni atmosferici (pioggia, grandine, vento, sbalzi termici) che i cambiamenti climatici caratterizzano in forme sempre più estreme». I firmatari della richiesta ricordano che il Decreto ministeriale del 1994 e l’ ultimo Piano regionale amianto, del 2015, ne hanno disciplinato bonifiche e smaltimento. Le due associazioni manifestano così, agli enti interessati, «la totale disponibilità alla collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati». In altre parole, serve un segno di continuità nella lotta di civiltà rappresentata dalla bonifica del territorio provinciale dall’ amian to. A maggior ragione dopo che, lo scorso 12 maggio, è terminata la radicale eliminazione dal cemento amianto che costituiva, dal.

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