Quella “Class action“ in versione italiana
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fonte:
- La Città
Quella “Class action“ in versione italiana
Qualcuno dirᠦinalmente! Ed in effetti la “class action“: ossia l`azione collettiva risarcitoria è stata attesa per anni da associazioni come il Codacons quale efficace strumento di difesa dei consumatori sulla base della collaudata esperienza americana. Tuttavia l`esperimento non è ben riuscito! Al contrario di quanto vogliono farci credere i media, questa finta class action all`italiana potrebbe rallentare fino alla paralisi ogni azione di risarcimento nei confronti di banche, assicurazioni e multinazionali che mettono in atto comporta lesivi dei diritti dei consumatori. Innanzitutto non è previsto alcun danno punitivo (la condanna proporzionata al fatturato delle aziende che hanno commesso un illecito) unico reale deterrente, sull`esperienza americana, delle vessazioni nei confronti dei consumatori. “ Ma inoltre da oggi i consumatori italiani si potrebbero venire a trovare in una situazione ben peggiore di quella precedente. Infatti il giudizio vinto non avrᠡlcun valore concreto giacchè la sentenza di condanna non ha valore di titolo esecutivo, come accade in qualunque giudizio previsto dal nostro codice di procedura civile, e dunque immediatamente eseguibile contro la societᠲesponsabile. Tale sentenza, ottenuta dopo i vari gradi di giudizio costituirᠩl titolo per la pronuncia, da parte del giudice competente per un ingiunzione di pagamento..che potrᠡ sua volta essere oggetto di opposizione, a meno che, all`esito del giudizio definitivo, la azienda condannata non accetti una conciliazione per la quale, in realtᠮon avrᠡlcun interesse. Ma non è finita qui! Il Foro competente per questa class action è quello di residenza del convenuto, come previsto dalle norme di legge, ma con creazione di maggiori difficoltᠮell`azione contro societᬠche pur avendo ad esempio danneggiato i cittadini di Trieste, hanno aperto la propria sede legale in una cittadina sperduta della Sardegna. E` proprio per evitare questi comportamenti che lo stesso “codice del consumo“, in cui questa nuova normativa è stata tra l`altro inclusa,aveva fissato il principio del “Foro del Consumatore“, indicando quale tribunale competente quello di residenza del consumatore. Insomma tutto da rifare? Questa legge andrᠳenz`altro modificata altrimenti rischia di vanificare le conquiste fatte dalle associazioni dei consumatori sinora..Mi ritorna alla mente la battaglia sull`elettrosmog contro le antenne selvagge, 10 anni addietro. La salute dei cittadini era tutelata con maggior efficacia fino a quando non entrò in vigore una legge specifica. Infatti fino a quel momento tutto era stato demandato alla applicazione dei principi generali, alla ricerca giuridica di giovani professionisti,ed, in molti casi, alla sensibilitᠤi pochi giudici. Mi piace ricordarne uno del Tribunale di Salerno, da sempre particolarmente sensibile, che per la prima volta in Italia rese un ordinanza in tale materia, a favore dei cittadini: il dott. Valitutti. Nel nostro paese c`è ancora molto da fare. * responsabile Ufficio legale Codacons Campania.
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