17 Aprile 2015

Quel relitto della discordia le crociere protestano “La Norman ci danneggia”

Quel relitto della discordia le crociere protestano “La Norman ci danneggia”

GABRIELLA DE MATTEIS GIULIANO FOSCHINI LA PRIMA nave è arrivata ieri, e i turisti non hanno resistito alla mania dei selfie. Ma la stagione delle crociere potrebbe non cominciare nel migliore dei modi per Bari: accanto ai giganti che portano turisti, nel porto di Bari, è ancorato il relitto fumate della Norman Atlantic, non esattamente un bel biglietto da visita turistico per Bari. Non a caso le grandi compagnie di navigazione – sia Costa sia Msc che fanno scalo con i loro turisti nel capoluogo – hanno posto le proprie rimostranze all’ Autorità Portuale. «Ci hanno chiesto alcune spiegazioni su come sistemare alcune cime, vista la presenza del relitto. C’ è un discorso di manovre, ma niente di irrisolvibile: si tratta soltanto di problemi di tipo organizzativo», spiega il presidente dell’ Autortità, Franco Mariani. Ma in realtà alle compagnie il relitto non piace affatto: la forte puzza di bruciato, e in ogni caso la vista che si dà ai turisti, non sono esattamente da cartolina. In realtà i primi turisti arrivati hanno protestato per i cattivi odori ma hanno quasi apprezzato la presenza del relitto, concedendosi alle più tradizionali foto ricordo da postare su Facebook. «Ma – dicono gli agenti marittimi – non si può continuare a far finta di niente. E’ qui da mesi e nessuno ha fatto ancora niente». Non a caso a Brindisi il sindaco Mimmo Consales protestò quando la Norman era ancorata a Costa Morena proprio per l’ effetto negativo che poteva avere sui turisti o in ogni caso sugli altri passeggeri che si imbarcavano dal capoluogo salentino. Poi la Procura decise di trasferirla a Bari, per ragioni d’ indagine e da quasi tre mesi è lì, in attesa che i periti di accusa e difesa possano salire a bordo. E chissà per quanto tempo ancora dovrà rimanerci, visto che le procedure non sono ancora cominciate. Gli operatori baresi, insomma, non hanno molta voglia di essere un nuovo Gigilio, con la Concordia al largo, e teme che il disinteresse sulla vicenda possano allungare all’ infinito le operazioni sul relitto. I tempi dell’ indagine penale sul naufragio della Norman costato la vita a 11 persone (18 sono ancora dispersi) si prospettano lunghi. La procura che sta cercando di capire le cause della tragedia ha chiesto un incidente probatorio che dovrà essere fissato dal gup Alessandra Piliego. Sul relitto della nave ma anche sui mezzi che sono stati imbarcati un pool di esperti, nominati dal giudice, condurrà gli accertamenti tecnici, il cui risultato assumerà il valore di prova. Anche la difesa dei 12 indagati potrà nominare tecnici di fiducia. Soltanto con l’ avvio dell’ incidente probatorio sarà aperto il portellone della nave. La procura ha depositato 18 faldoni e cioè le carte dell’ inchiesta. Secondo il Codacons che assiste alcuni superstiti, dalla documentazione agli atti dell’ indagine dei pubblici ministeri Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano emergono «particolari inquietanti sulle modalità di sistemazione e messa in sicurezza del carico, costituito in prevalenza da Tir e grossi mezzi da trasporto, troppo ravvicinati e ancorati con un solo cavo». E in particolare le condizioni meteo-marine avverse, secondo l’ associazione dei consumatori, «avrebbero richiesto la messa in opera di almeno 2 o 3 cavi per lato, mentre molti automezzi sarebbero stati assicurati con un solo cavo». La procura ha intanto disposto nuovi accertamenti irripetibili con la nomina di alcuni consulenti che dovranno estrarre i dati dal «sistema di rilevamento incendi la cui centrale è collocata nella plancia della motonave» e dal «telefono cellulare in uso ad Argilio Giacomazzi», comandate della Norman Atlantic. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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