8 Agosto 2010

Quel paradiso “nascosto” a Casabianca diverrà pubblico

Quel paradiso "nascosto" a Casabianca diverrà pubblico
 

 Fino a quando sarà possibile andare avanti con due chilometri di demanio e di mare, tra i più verdi e belli di Sicilia, con centinaia di cancelli sbarrati e un unico accesso pubblico, stretto-stretto e assolutamente scoraggiante per i messinesi che non abbiano lì una qualche proprietà? Roba da Codacons o da Tribunale europeo dei diritti del cittadino. Se lo chiedono tutti, e ormai da decenni, tra i pochi aficionados di un libero bagno nel paradiso privato che s’ estende tra Timpazzi, subito dopo Mortelle, e Guarnacci, subito prima di Tono. Siamo sul demanio marittimo compreso tra il chilometro 13.850 e il 15.600 della strada statale 113. Le persone di buon senso questa domanda se la fanno sempre più, indipendentemente da come poi la pensino sul progetto ormai famosissimo della strada-passeggiata Mortelle -Tono portato avanti dall’ assessore Scoglio. Fa parte del Prusst, quel programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile che ha forse, proprio in questo "sogno", il fiore all’ occhiello, suggellato dalla firma dell’ architetto catalano Oriolo Bohigas. Mentre l’ assessore più strategico della Giunta Buzzanca si gode le ferie in quel di Salina (ma non rinunciamo a un ricapitolo telefonico della telenovela Prusst) abbiamo voluto toccare con mano, e ancora più con la vista, quest’ antica storia alla messinese. E’ la vicenda pirandelliana del demanio legittimamente sbarrato, in nome della proprietà, e follemente negato all’ uso pubblico. C’ è chi pensa che solo così il paradiso di sabbia e verde di proprietà della Regione (cioé di tutti) resterà tale altrimenti arriverà il solito cemento alla messinese, c’ è chi invece pensa che il paradiso andrebbe democraticamente fatto godere. Qui le dune sono vere, con specie che fanno pensare alla riserva di Marinello, e uno sfondo da quasi Toscana tra pini e cipressi, limoni e olivi, tutto racchiuso in quelle proprietà private attorno alle quali un tempo, in "concessione", dilagava lo zibibbo. Quell’ epoca è tramonata da tempo, e non solo perché la Capitaneria ha posto fine ai canoni stracciati da terreni agricoli, che tali non erano, ma puro demanio marittimo. Altri allo zibibbo avevano rinunciato già da prima preferendo una dependance, o l’ orticello. E ora il paradosso è servito: difficile trovare tante aree pubbliche libere ed affascinanti a ridosso del mare, senza che nessuno o quasi ne fruisca. Chi voglia rendersi conto del bisogno imperioso di viabilità pubblica e parcheggi, deve lasciare la 113 e avventurarsi nell’ unico accesso di Guarnacci (km 15.600) col rischio che una monovolume di traverso lo inchiodi lì per mezza giornata. Una lancinante carenza di servizi concepiti per rendere confortevole la fruizione del mare, che si coglie prim’ ancora che nelle parole, alla vista di persone presenti. Ci sono quasi soltanto gli amanti della natura e del silenzio, probabilmente i veri buongustai del mare, che fuggono dal suono dei lidini e assaporano gli orizzonti. E famiglie con bambini, che meravigliosamente s’ accontentano di correre sulla grande battigia. Ma tutti, Bohigas o meno, la viabilità e i parcheggi li reputano indispensabili. Stefano Stagni, funzionario della Provincia in pensione, e la moglie Giuseppa Mancuso, hanno casa in via Marina di fuori, alla Punta, qui si godono la pace ma pensano anche alla collettività che non c’ è: «Ah se questa zona fosse valorizzata e offerta come si deve, con i servizi giusti, con questa strada di cui si parla da tanto tempo». Condivide Giuseppe Mancuso, dipendente postale in pensione: «La natura è bella ma ci sono anche terreni demaniali degradati, con covi di erbacce e serpenti. I tempi dello zibibbo sono finiti. Insomma i servizi ci vogliono, eccome». Gli fa eco la figlia Alessandra, 26 anni. «Di solito faccio i bagni al Pilone. La natura va bene, ma non la natura… morta». Da Rinella di Salina Scoglio riflette: «Non appena lo studio di fattibilità dell’ equipe Bohigas otterrà a Palermo la Vas, la Valutazione ambientale strategica, presenterò in consiglio comunale il Piano particolareggiato, relativo alla nuova viabilità di servizio, ai parcheggi e agli alberghi eco-compatibili, che deve essere approvato in variante urbanistica. Ma la promenade pedonale e ciclabile, sul filo delle dune, interamente sul demanio, questa possiamo mandarla avanti senza bisogno di variante: è conforme alla destinazione turistica del Prg e significa una cosa sola: fruizione del mare». Si parla di uno strato compatto "finto legno" con aree verdi intorno. E poi? «Dopo le varianti abbiamo due strade: «O il modello La Playa di Catania, dove hanno sclassificato il demanio affidandolo agli imprenditori turistici ma con precisi paletti per 99, o una società di trasformazione urbana con dentro la Regione, in quanto titolare del Demanio». L’ orizzonte messinese si fa già polemico, meglio godersi il sogno già rivoluzionario della promenade e di altri accessi al mare.

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