6 Gennaio 2002

«Quel lavoro a domicilio era solo una truffa»

MONTEMURLO ? «La truffa del lavoro a domicilio? Io l`ho vissuta in prima persona e più di due anni fa: credo di essere stata tra le prime. A suo tempo, scrissi alla trasmissione `Mi manda Rai Tre` per denunciare il fatto e telefonai anche all`associazione consumatori: mi dissero di andare nei loro uffici per formalizzare insieme un esposto, ma io pensai di essere un caso isolato o quasi e lasciai perdere. Oggi me ne pento».

Se la ricorda bene, L.P., signora di Montemurlo, quell`annuncio letto su un quotidiano nell`ottobre 1999. E si ricorda anche le sessantamila lire spedite con altre tre amiche a un`azienda di Bologna per ricevere il kit per confezionare le collanine. «Ci eravamo messe d`accordo ? racconta la signora ? per noi doveva essere un modo per passare il tempo, confezionare collanine mentre chiacchieravamo, non pensavamo certo di diventare ricche. Ma di qui al sentirsi prese in giro…». Il problema sarebbe stato, già all`epoca, lo stesso salito alla ribalta della cronaca qualche mese fa dopo un paio di trasmissioni di «Striscia la notizia». E anche l`azienda sarebbe stata la stessa. «Ci spedirono perline talmente piccole che non riuscivamo a passare con l`ago. Rispedimmo tutto al mittente il giorno dopo: altro che kit… ? ricorda ancora L.P. ? il materiale non corrispondeva per niente a quello propagandato e, siccome nell`annuncio si diceva che chi restituiva tutto entro tre mesi veniva rimborsato, mandammo la merce indietro per posta. Ma altro che rimborso: mi risposero che non avevo diritto ai soldi perché, comunque, noi avevamo fatto una prova; secondo loro, avremmo dovuto giudicare insoddisfacente il materiale con lo sguardo: all`epoca lasciai perdere, ma oggi sono contenta che il bubbone sia venuto fuori. Ho letto che il Codacons ha inviato un esposto in procura, spero che abbia un seguito».

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