2 Luglio 2017

«Quel decreto è incostituzionale»

di Nicola BrillowPADOVALa battaglia legale dei risparmiatori veneti ora si sposta sul decreto legge. Mercoledì scorso presso il Tribunale delle imprese di Venezia si è tenuta un’ udienza che vedeva contrapposte Banca Popolare di Vicenza e una risparmiatrice. In quell’ occasione, e come sta avvedendo sempre più spesso nei tribunali all’ indomani del decreto legge del governo, i legali dell’ istituto hanno eccepito l’ interruzione del processo a seguito della procedura di liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. A questa richiesta gli avvocati della risparmiatrice hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale del decreto legge. E aprono il fronte contro il governo. Il giudice veneziano ha fissato la prossima udienza il 25 luglio, in quella occasione i legali della risparmiatrice dovranno presentare una memoria scritta sulla questione. La banca poi avrà tempo fino al 15 settembre per replicare. «Il decreto legge secondo noi è incostituzionale sotto vari aspetti – hanno spiegato gli avvocati Camilla Cusumano (Adusbef Verona) e Vincenzo Cusumano -. Segnaliamo ad esempio l’ articolo 3 e 41 della nostra Carta per disparità di trattamento tra le popolari venete e altre banche, tra cui Mps, che è stata ricapitalizzata. Oppure per violazione del principio di uguaglianza di fatto, poiché viene limitato il diritto di rimborso. In un week end il governo ha riscritto il diritto commerciale, togliendo da un lato l’ attivo e dall’ altro imponendo agli azionisti di non agire contro Banca Intesa Sanpaolo: non può essere sostenibile». La decisione del governo è, secondo i legali Cusumano, contraria anche all’ articolo 118 per violazione della sussidiarietà orizzontale, «il risparmio viene riconosciuto dalla Repubblica nel suo insieme, anche delle Regioni». Ancora, l’ articolo 3 perché la procedura concorsuale deve garantire pari condizioni tra i creditori. Tra le eccezioni presentate ci sono anche le norme della Corte europea dei diritti dell’ uomo, in quanto a seguitio del decreto gli azionisti non possono far valere i propri diritti e c’ è disparità di trattamento. Mercoledì prossimo lo studio legale Cusumano avrà altre sei udienze contro le popolari venete e in tutte le occasioni eccepirà l’ incostituzionalità del decreto legge di domenica scorsa. Nel caso un giudice ritenesse non manifestamente infondata la questione relativamente la causa, dovrà chiedere l’ intervento della Corte costituzionale.Nel frattempo il Codacons Veneto invita i risparmiatori a non «lasciarsi andare alla disperazione, il percorso sarà lungo, ma restiamo fiduciosi». Diverse sono le vie ancora perseguibili. Tra queste il ricorso all’ Arbitro delle controversie finanziarie, ora il destinatario diventa però il nuovo soggetto giuridico guidato dai commissari. «Dopo aver atteso che la Regione battesse un colpo per dare corpo ad una cordata veneta capace di riprendere le redini delle due banche, è arrivato il decreto che salva certamente i correntisti, l’ attività al servizio delle imprese, i lavoratori, ma lascia grigio il destino degli azionisti risparmiatori – ha commentato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto -. Le due popolari sono in una specie di liquidazione dove però c’ è l’ impegno dello Stato a gestire tutte le cose problematiche, quindi anche la gestione del contenzioso con i risparmiatori». Codacons ha inoltrato una nota ai parlamentari veneti per mobilitarli. «Nella conversione del decreto in legge il parlamento deve confermare il diritto al risarcimento – ha concluso Conte – non è pensabile salvare i correntisti anche oltre i 100.000 euro, gli obbligazionsti senior e subordinati e ignorare quanti sono stati vittime di un misselling, una vendita sbagliata, le azioni sono state collocate presso risparmiatori inconsapevoli ed impreparati».
nicola brillo

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