22 Febbraio 2002

Quei rompiscatole amici dei consumatori

Quei rompiscatole amici dei consumatori
Sono la spina nel fianco di banche e assicurazioni. Mettono in ginocchio la pubblica amministrazione e fanno paura alle aziende di servizi. Ecco chi sono i nuovi capipopolo, per i quali difendere i tartassati è una missione.



L`ultimo grido d`allarme fa venire i brividi: l`euro, finora, avrebbe appesantito i bilanci familiari con un aumento dei prezzi del 14 per cento. Roba da paese sudamericano. Mentre il caso dei risparmi dei piccoli azionisti della Bipop, polverizzati dai giochi di potere dei dirigenti della banca, fa venire in mente il caso da Prendi i soldi e scappa dell`americana Enron. Poi c`è il teledipendente che aspetta da anni il ricevitore satellitare unico. L`automobilista che improvvisamente riceve la raccomandata della sua compagnia di assicurazione che lo informa del raddoppio del costo della polizza. Il turista finito nel tunnel di un viaggio-incubo… A chi si rivolgono gli italiani truffati quando non vanno in televisione (da Striscia la notizia o Mi manda Raitre)? Sempre agli stessi indirizzi: quelli delle associazioni dei consumatori. Si tratta di macchine da guerra, con centinaia di migliaia di iscritti, sedi in tutta Italia, alimentate perfino da finanziamenti pubblici. Crescono a macchia d`olio, come risposta ai soprusi di un mercato più finto che vero e come supplenza ai partiti che su questi temi non sono abbastanza reattivi. Si moltiplicano e nel vortice di una protesta dal basso inventano nuovi leader, nuovi capipopolo. Banche, assicurazioni, società di servizi: ogni movimento dei consumatori ha ormai il suo scalpo.


È stata l`Adusbef, per esempio, a costringere le banche, con una sentenza della Corte di cassazione, a pagare gli interessi passivi con gli stessi criteri con i quali si pagano quelli attivi: trimestralmente. E dal Codacons è nata la battaglia che ha trascinato un gruppo di compagnie di assicurazione davanti all`Antitrust. Settecento miliardi di multa, per punire un cartello. Ma anche un movimento più piccolo, come il Codas (Comitato per la difesa degli assicurati), ha avuto i suoi successi: la sentenza di un giudice di pace, a Napoli, ha costretto la società Lloyd Adriatico ad assicurare i ciclomotori. E a pagare le spese processuali.

Non passa giorno senza che i giornali non segnalino i nuovi fronti aperti dai difensori dei consumatori. I risarcimenti ai passeggeri danneggiati dal caos degli aeroporti e delle stazioni, i biglietti al cinema improvvisamente gonfiati, i mutui a tassi da usurai, le cartelle fiscali pazze, la giungla delle tariffe telefoniche, i farmacisti che nicchiano sulla vendita dei prodotti generici: dietro ogni guerra c`è una sigla, un movimento. E, in prospettiva, una protesta che spingerà sempre di più il popolo dei consumatori alla rivolta fai-da-te.



Effetto Rete. L`Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) ha un servizio Sos online visitato, in un solo anno, da oltre 20 milioni di navigatori. Vuoi presentare un ricorso per una cartella esattoriale ingiusta? Clic. Non hai la tv e ti chiedono di pagare il canone? Clic. Sei caduto nella trappola di un`agenzia di viaggi disonesta? Clic. Quanto ai risparmiatori, il periodico elettronico Fonti d`investimento offre consigli e suggerimenti in tempo reale. Il portale www.altalex.com è una sorta di archivio generale per i professionisti: dai contenziosi di condominio fino alle leggi urbanistiche. L`Acu (Associazione consumatori e utenti) ha invece un testimonial di lusso: l`attore Beppe Grillo. Via Internet, con il suo faccione, invita a «scrivere opinioni e incazzature». Risponde entro due giorni. «Grazie alla rete» dice Primo Mastrantoni, segretario generale dell`Aduc «siamo riusciti a creare un sistema globale di difesa dei diritti. Con un solo contatto, il cittadino ha centinaia di risposte».
La valanga delle multe. Il fenomeno più clamoroso è nato a Rubano, in provincia di Padova. Qui Adolfo Cappelli ha messo in piedi l`Aua (Associazione utenti auto), che ha appena festeggiato le 20 mila cause intentate nei confronti della pubblica amministrazione: un diluvio di ricorsi contro le multe, dal divieto di sosta all`eccesso di velocità. Dal Nord-Est, terra ad alta densità di auto, l`Aua si è allargata in tutte le regioni italiane, coinvolgendo oltre 400 studi legali. La consulenza per il ricorso al prefetto o al giudice di pace è gratuita, ma gli avvocati sanno che una semplice multa è un perfetto biglietto d`ingresso per altri, ben remunerati, patrocini. Cappelli è diventato uno specialista delle controinvestigazioni: appostamenti e fotografie servono a contestare il lavoro di carabinieri e vigili urbani.
A Roma, Giorgio Bernardi, un ex promotore finanziario, distribuisce manifesti con i numeri telefonici della sua AssoCittadini e con una provocatoria domanda: «Sei sicuro di dover pagare questa multa?». Con 50 mila lire ci si iscrive all`AssoCittadini e si arriva davanti al giudice di pace. Risultato: l`ufficio contravvenzioni del Comune di Roma è andato in tilt, sommerso da un`onda lunga di oltre 2 mila ricorsi al mese.



La nuova opposizione. Siamo a Bologna, dove il sindaco del Polo, Giorgio Guazzaloca, rafforzato dallo sfarinamento dei Ds, deve adesso fare i conti con una nuova opposizione. Sono i tre comitati cittadini che gli contestano la mancata applicazione del decreto Ronchi sulla qualità dell`aria. È un braccio di ferro a colpi di denunce civili e penali, per imporre all`amministrazione comunale nuovi divieti alla circolazione e l`uso di mezzi pubblici con il gasolio bianco. Ma non basta. L`avvocato Valerio Cerritelli e l`ex militante del Movimento studentesco Otello Ciavatti tentano il colpo all`americana. Hanno preparato montagne di carte e chiedono sostanziosi risarcimenti danni per centinaia di cittadini. Asma, depressione, malattie bronchiali, tumori: secondo i leader dei comitati, sono tutte patologie legate all`inquinamento sul territorio. E il conto dovrebbe pagarlo il Comune di Bologna. «Abbiamo dalla nostra parte oltre 10 mila cittadini, mobilitati da una battaglia popolare per la salute» racconta Ciavatti. «Non siamo un partito» spiega Ciavatti «e non regaliamo voti a nessuno, ma certo questa è una nuova forma di militanza politica. Scenderemo in campo alle prossime elezioni politiche? È presto per dirlo, vedremo».



Il salto in politica. Chi invece il passaggio dai movimenti alla politica attiva lo ha già tentato è Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef (Associazione a difesa degli utenti dei servizi bancari, finanziari, postali e assicurativi). Ed è stato un flop. Lannutti il 13 maggio scorso si è candidato nell`Italia dei valori di Antonio Di Pietro, ma nessuno dei due è stato eletto, nonostante i voti raccolti (quasi 1 milione 500 mila) e la forza di un archivio dell`associazione con oltre 400 mila nomi. «È stato il più grande errore della mia vita, non dovevo farmi incantare dalle ossessive ambizioni di Di Pietro» confessa Lannutti. Dopo la sconfitta elettorale, il leader dell`Adusbef ha ripreso le sue battaglie: contro il caro-polizze, per abbassare i mutui bancari, per contestare le bollette della luce e del telefono.
Ma perché, con la forza di tanti movimenti, in Italia non si è ancora visto un Ralph Nader, il potente capo dei consumatori americani, l`ago della bilancia alle ultime elezioni presidenziali negli States? «C`è sempre stata una mediazione politica che ha frenato le nostre potenzialità e ha inquinato la nostra credibilità» risponde Lannutti. «Spero che, con una nuova generazione di leader, prima o poi anche in Italia avremo il nostro Nader». L`ombra degli apparati. Per capire la denuncia di Lannutti basta fare un salto negli uffici del ministero dell`Industria. Dove si è insediato, con tanto di legge nazionale, il Consiglio nazionale delle associazioni dei consumatori e degli utenti. Ne fanno parte i 13 gruppi più importanti che dispongono di un budget di circa 1,5 milioni di euro l`anno di stanziamenti pubblici. A che servono?
Più della metà di questi soldi finanziano le attività del Consiglio. Innanzitutto i convegni: dal seminario sulla composizione extragiudiziale delle controversie all`incontro con i parlamentari europei per le politiche dei consumatori. Il resto dello stanziamento è destinato, attraverso lo sportello del Dipartimento dell`editoria, a sostenere le attività editoriali dei «magnifici 13». Inoltre, una legge (numero 57 del 2001) approvata nella scorsa legislatura, in pieno clima preelettorale, assegna 1,5 milioni di euro alle associazioni dei consumatori per «specifici progetti».
Lannutti considera tutto ciò «spreco di denaro pubblico» e quindi ha deciso di abbandonare, con l`Adusbef, il Consiglio nazionale. Al contrario, Paolo Landi, presidente dell`Adiconsum, l`associazione dei consumatori vicina alla Cisl, difende le sovvenzioni statali: «Non possiamo fare affidamento solo sul volontariato, anche perché ci scontriamo con gruppi che hanno enormi mezzi. Dobbiamo fare un salto di qualità per rispondere a una domanda di tutela che sarà sempre più forte». Obiettivo giusto, resta solo da capire chi deve pagare il conto di questa crescita.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox