15 Aprile 2013

Quei piccoli “mutui” per comprare la pagnotta

Quei piccoli “mutui” per comprare la pagnotta

        

Nell’ era dei vari e-bay e Amazon la realtà per le famiglie italiane non è tanto diversa da quella vissuta negli anni del dopoguerra, fatta di piccoli quaderni sui quali i negozianti segnavano l’ importo di ogni singola spesa. Pane, pasta, latte, quando andava bene carne, tutto a “credito”. Oggi in cui i negozi di prossimità sono in via di estinzione alcuni gruppi della grande distribuzione finanziano i consumi. Unica via per ovviare alla mancanza di liquidità di famiglie alle quali magari le banche non concedono prestiti. MA SE ALL’ ACQUISTO a credito di tecnologia, auto o arredamenti si è ormai abituati, fa riflettere quello di prodotti alimentari. I consumi continuano a calare, avvertono le associazioni dei negozianti, anche se in misura inferiore di quanto non si siano ridotti i redditi. Questo perché le famiglie destinano alle spese quotidiane una quota sempre minore dei rispettivi budget e nel contempo sono più attente al rapporto prezzo-qualità dei beni che acquistano. Dal frigorifero al dentista fino alle vacanze, ormai tutto si paga un po’ per volta, a rate. Un vero e proprio boom per il credito al consumo ma per l’ Eurispes non si tratta di dinamismo economico quanto piuttosto di necessità. Si comprano così non solo elettrodomestici o mobili ma anche viaggi e libri scolastici. Ormai anche medici e dentisti accettano pagamenti dilazionati e risparmiare sugli alimenti diventa essenziale. In rete esistono centinaia di siti che espongono le più svariate strategie di risparmio; portali che raccolgono i prezzi di tutte le catene di supermercati e altri che offrono una versione digitale dei volantini d’ offerta, quegli stessi infilati nelle cassette delle lettere che oggi vengono attentamente letti e conservati alla ricerca del miglior prezzo. Ma secondo le associazioni dei consumatori pare che il peggio debba ancora arrivare con l’ aumento dell’ Iva che ritoccherà tutte e tre le aliquote. Per il Codacons l’ incremento di spesa per le famiglie sarà di circa 270 euro all’ anno e l’ incidenza percentuale di questo provvedimento sull’ intero paniere raggiungerà quota 73%. Un altro sistema che sta entrando in crisi è quello dei buoni pasto. Gli esercizi commerciali non li vogliono più e il pagamento con il blocchetto potrebbe presto diventare un miraggio per i circa 2,2 milioni di lavoratori che anziché utilizzarlo per il pranzo lo usano per fare la spesa. Considerati ormai una sorta di strumento finanziario per i dipendenti equivalgono a circa 80-150 euro al mese e sono parte integrante della busta paga. Così frigoriferi e dispense sono sempre più vuoti. LA RECESSIONE ha ridotto la spesa alimentare degli italiani che secondo Federalimentari tra il 2007 e il 2012, è calata di 20 miliardi pari a -10%. Solo nel 2012 la diminuzione è stata del 3% per un valore equivalente a 6,8 miliardi di euro. L’ incremento di fatturato del 2,3% registrato nel 2012 dall’ industria alimentare è invece dovuto esclusivamente all’ effetto prezzi e sconti oppure alla possibilità di comprare a credito. In questo panorama stanno prendendo piede i Gruppi di acquisto solidale (Gas), istituzionalizzati dalla legge finanziaria 2008 che ne riconosce la valenza etica, i Gas sono “soggetti associativi senza scopo di lucro, costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun ricarico”.
        

di elisabetta reguitti
       

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this