20 Ottobre 2005

Quei pennuti senza inibizioni

I piccioni ancora non lo sanno e difatti continuano a tubare, schittare, becchettarsi tra le piume del collo, alzarsi pigramente in volo e infine atterrare lì dove c`è un chicco di grano, una mano tesa, una testa di turista o una spalla amica. Diventati uccelli domestici, frequentatori delle pasticcerie e habituée dei marmi sui quali evacuano con disinvoltura e abbondanza sconcertanti, mai potrebbero immaginare che il loro destino è incerto. Piazza San Marco, che fino a ieri era così ospitale, potrebbe diventare il loro lager e il mangime dei banchetti il loro veleno. Secondo il Codacons i piccioni sono a rischio di contagio dell`influenza aviaria e dunque vanno cacciati da Venezia. Secondo l`Usl il suddetto rischio non sussiste. Ma il punto è un altro. I veneziani – molti veneziani – li odiano. Non solo perchè sono tanti (due per ogni abitante) ma perchè la confidenza con gli umani li ha resi sfacciati in modo imbarazzante. I colombi infilano le porte dei bar e svolazzano sulle pastine. I colombi se ne fregano degli aghi dissuasori sui monumenti e ci fanno il nido. Ma, soprattutto, i colombi vanno divinamente di corpo. Il loro intestino deve essere dotato di un meccanismo prodigioso che consente loro di mangiare ed espellere praticamente a ciclo continuo. Se non piove, i masegni della Piazza sono una crosta di guano. Se piove, sono guano in poltiglia. Messo di fronte alle due alternative egualmente avvilenti, l`assessore Augusto Salvadori ha deciso che la Piazza deve essere pulita tutti i giorni. La lodevole iniziativa non ha fatto i conti con la produzione corporea giornaliera dei piccioni. Vanno via i netturbini di Vesta e tutto è come prima, come i vu` cumpra` con i vigili urbani. Ecco perchè il trappolone è in agguato. Gli anti-piccioniani sono in fibrillazione. L`influenza aviaria li ha galvanizzati. Non per se stessa, che è una iattura mondiale, ma per gli effetti che potrebbe avere sul popolo dei pennuti. Cattura e deportazione. Calli sgombre, balconi liberi, terrazze frequentabili, tende dei bar pulite, tetti senza nidi, finestre senza piume, marmi, sedie, tavolini, gerani, ombrelli senza guano. Il problema di immagine si pone per Piazza San Marco dove ogni giorno migliaia di turisti si cospargono il capo di grano per portarsi a casa la foto di un vero colombo veneziano che raspa sulla loro testa. Qualche volta, per via del ciclo continuo di cui sopra, si esprime anche nel resto ma questo fa parte del folclore e a Venezia, com`è noto, non si butta via niente.

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