Quei paladini tra tivù e Don Chisciotte
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fonte:
- Il Messaggero
Dai difensori dei consumatori ricorsi a raffica e tante cifre a sensazione: che cambiano spesso
MILANO – Presentano esposti a raffica, diffidano, organizzano scioperi, denunciano (senza risparmiare governatori, commissari europei e guardalinee), mandano delegazioni al G8, ispettori a Sharm el Sheikh e intervengono sempre più spesso nel dibattito pubblico. Le associazioni dei consumatori ormai non difendono – meritoriamente – solo la gente comune dai soprusi.
Negli ultimi anni il loro raggio d?azione si è allargato, i leader vengono invitati alle costituenti dei partiti e ormai si dividono fra moderate e oltranziste. Hanno tanto da fare che a volte si dimenticano di pagare la bolletta alla Telecom, cioè al loro nemico numero uno: a 15 milioni di vecchie lire è arrivato il debito dell?Associazione consumatori utenti di Milano prima che le linee venissero tagliate. E altre volte, come ha fatto il Codacons, nella fretta finiscono per diffondere bufale, tipo quella del figlio che aveva denunciato il padre fumatore. Ma quando c?è da scendere in campo per tutelare i cittadini, magari conquistando la prima pagina dei giornali, non si tirano mai indietro.
«Dagli all?arrotondatore» è stato il grido di battaglia che ha accompagnato all?inizio del 2002 la sacrosanta lotta agli aumenti ingiustificati. Il problema è che i numeri strillati dalle organizzazioni dei consumatori qualche volta sembrano casuali.
Con gli aumenti delle tariffe nel 2002 «le famiglie italiane spenderanno 450mila lire in più», assicurava l?Adusbef sui giornali del 29 dicembre dello scorso anno. «I rincari ci costeranno 600mila lire l?anno in più», rettificava lo stesso giorno all?agenzia Ansa, il presidente dell?associazione, Elio Lannutti. L?aumento sarà di un milione e 200mila lire a famiglia rilanciava la Federconsumatori. Ad agosto, però, la stangata da rincari e arrotondamenti era lievitata – secondo l?Adusbef – a 1.000 euro a famiglia (1,9 milioni di lire) per arrivare fino ai 1.505 euro (3 milioni di lire) di perdita di potere d?acquisto annunciati da Lannutti nei giorni scorsi. Una girandola di numeri già ripartita: nel 2003 le famiglie – hanno stimato Adoc, Adusbef e Codacons – sborseranno circa 298 euro in più.
Di solito però si preferiscono le cifre tonde. Rincarano i treni? Spenderemo 500 mila lire l?anno in più, dice l?Adusbef. Arriva il Natale? Siamo tutti più poveri: abbiamo speso 500mila lire in meno, garantisce il Codacons. Tempo di settimana bianca? Per le vacanze sulla neve ci vorranno 90 euro in più, assicura ancora il Codacons (l?anno scorso erano 70mila). Caro verdura? Sarà un salasso da 50 euro al mese calcola l?Unione consumatori.
Le varie organizzazioni comunque non danno solo numeri. Il Codacons ha denunciato la ex Banca di Roma per «danno biologico e stress da fila» e fra le altre cose ha chiesto lo stop della Formula Uno e la chiusura dello stadio Olimpico, del San Paolo e di San Siro. Poi c?è il capitolo di chi lancia allarmi: sull?abbacchio (troppo caro), sulle monete (quelle da 1 e 2 cent si anneriscono) e sui mezzi pubblici (le obliteratrici dell?autobus inquinano). Ma c?è anche chi vuole accollare la spesa per i preservativi alla mutua, chi denuncia un sito di studenti perché istiga al consumo di marijuana, chi protesta contro il governo per l?idea di ridurre il prezzo dei farmaci e chi dispensa consigli per i regali di Natale (tipo: «comprare solo ciò di cui si ha realmente bisogno»).
Il fatto è che molti capi delle associazioni dei consumatori sono anche avvocati, e questo li porta a cavillare: sui rincari da euro hanno chiesto addirittura a governo italiano e Unione europea di risarcire almeno centomila lire a famiglia. Il Codacons l?inverno scorso – dopo aver valutato in 2mila miliardi di lire i danni dai rincari della zucchina – ha citato in giudizio l?esecutivo per ottenere un rimborso. E quando hanno visto che l?inflazione all?inizio del 2002 si è impennata meno di quanto avevano previsto, le associazioni hanno denunciato l?Istat al Tar. Infine non mancano nemmeno briciole di conflitto di interessi. Carlo Rienzi, il presidente del Codacons, che di mestiere fa l?avvocato, ha protestato contro l?invasione del mercato italiano da parte dei legali americani.
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