14 Maggio 2013

Quei cori mettono a rischio le trasferte «libere»

Quei cori mettono a rischio le trasferte «libere»

n È alto il prezzo da pagare per quei «buu» razzisti che hanno portato l’ arbitro Rocchi a sospendere Milan-Roma per due minuti. Non tanto per i 50 mila euro di multa che la società giallorossa dovrà pagare, quanto per le conseguenze che potrebbero essere causate dalla stoltezza di pochi ai danni di tutti i tifosi. Poco più di un mese fa, la Roma è riuscita a riportare il pubblico in trasferta grazie alla Card Away approvata dall’ Osservatorio. Sembrava un successo, ne sono state vendute circa 5 mila, eppure ora sembra un fallimento totale: 30 Daspo a Torino, altri 2 a Firenze, dove un petardo lanciato dal settore ospiti ha colpito e ferito un sostenitore viola. A San Siro è andata pure peggio, perché i cori razzisti hanno provocato la reazione del mondo del calcio. Il Viminale sta esaminando la situazione e, al primo passo falso del prossimo anno, eliminerà la Card Away. A poco serve l’ indignazione della Roma stessa: «Condanniamo ogni forma di abuso razziale. Questo tipo di comportamento è totalmente inaccettabile», è il messaggio scritto insieme alla proprietà americana. Ma come sostiene Blatter «servono fatti, non parole». Per il ct Prandelli «bisogna interrompere le partie», secondo Galliani «come è stata debellata la violenza negli stadi, si può farla finita anche con i “buu” razzisti». La «ministra»Idem denuncia: «Insulti inaccettabili». Abete ha pronta la soluzione: «Le multe non risolvono il problema, si passerà alla chiusura dei settori dello stadio e, se necessario, dell’ intero impianto». «Fortunatamente – dice Lotito quasi sollevato – questi episodi non colpiscono solo la Lazio, che sembrava diventata l’ emblema del razzismo». Tra 12 giorni c’ è una finale caldissima che si presenta come il derby della paura. A testimoniarlo ci sono i soli 28.500 biglietti venduti e i circa 10 mila abbonati romanisti che hanno scelto di non avvalersi della prelazione (termina oggi alle 20). Intanto, il Tar del Lazio ha accolto, un po’ a sorpresa, la richiesta del Codacons e convocato una riunione tra le parti domani alle 11.30. Alemanno incalza: «Ho sempre sostenuto che non è il caso di giocare il derby il giorno delle elezioni». La data della finale, sulla carta, è di nuovo a rischio.

erika menghi

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