Quei censori vietano il film senza vederlo
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fonte:
- Libero
La vera notizia-shock è che si vieti qualcosa in un paese dove non è proibito mai nulla. Qualcuno osserverà che era tempo di cominciare; e difatti le agenzie di stampa ci informano che l`ultimo film di Mel Gibson, “Apocalipto“, è ora negato ai giovani sotto i 14 anni, per ordine del Tar. Sono le solite bizzarrie del Belpaese dove può succedere tutto e il suo contrario. Com`è appunto il caso di questo film di Gibson dedicato alla saga dei Maya: in un primo tempo ha fatto il suo bel giro nei maggiori cinema italiani, senza creare fastidiosi ingorghi. Poi è entrato al gamba tesa il dottor Codacons, che non è il critico cinematografico del Corriere, ma rappresenta una occhiuta combriccola di censori che pretende di esprimersi a nome del popolo sovrano. Con un ricorso urgente al Tribunale Amministrativo Regionale gli insonni tutori della morale hanno oscurato gli schermi dalle Alpi al Lilibeo. Ansimanti poliziotti sono stati sguinzagliati nella più profonda provincia, dalle Isole Tremiti al Gran Sasso. E dovunque Apocalypto ha avuto quel che si merita: pollice verso da sindaci, vescovi e parroci.Rutelli, la giustizia e i nostri esercenti “È la prima volta che la magistratura amministrativa si sostituisce alla censura“, ammette Gaetano Blandini, direttore generale per il cinema al ministero del Beni culturali. Ma anche in questo caso, come spesso avviene da noi, il divieto è all`acqua di rose. Lo stesso ministro Rutelli, per evitare il tono burbero del tiranno, si è mosso con babbucce di piume: per esempio invitando gli esercenti a “scoraggiare e sconsigliare l`ingresso in sala ai minori“. Direttiva saggia e opportuna. Ma ve lo immaginate il proprietario di un qualunque cinema di provincia, che a sbarra la porta alle frotte di adolescenti? Possiamo pretendere che faccia pure un predicozzo ai ragazzini in fila? Una esortazione paterna sul tipo: “Date retta a me, questo film è diseducativo, statene lontani, e andate piuttosto a giocare a pallone!“. L`aspetto più strampalato della vicenda è che il presidente della seconda sezione Tar del Lazio, Italo Riggio, ci informa che tutto è ancora in discussione e bisognerà riparlarne “a bocce ferme“. Voi direte: ma che cosa c`entrano le bocce? Niente: è un modo di dire. Il dottor Riggio ci spiega che “si tratta di un provvedimento provvisorio cautelare in attesa di una decisione collegiale che avverrà il 17 gennaio“. È stato chiesto al presidente se avesse visto il film. Espressione rannuvolata, lieve imbarazzo; poi la risposta: “No, per la verità non ho ancora avuto il tempo; ma mi son fatto lo stesso una mia opinione“. Torna in mente Totò, quando gli chiesero se avesse letto la Bibbia. “No“, rispose, “ma me la immagino“. Qui sarebbe opportuna una colonna musicale di risate. Perché da qui al 17 gennaio il film contestato sarà stato visto da milioni di pi schelli su ogni sorta di schermo, da quello casalingo a ventun pollici, a quello da diporto, incorporato al cellulare. Mentre il Tar starà ancora lì a discutere, con o senza l`ausilio del ministro Rutelli, i nostri figli e nipoti parleranno d`altro, avranno già clonato qualche pellicola o balletto ultra-trasgressivo da una delle tante stazioni anglo-americane. Per non parlare dei mercatini di Singapore ed Hong-Kong, che sono diventati i grandi empori del proibito, rifornimenti quotidiani via Internet. I giovani d`oggi e il codice morale Ho parlato di questa alluvione pornografica a un noto sessuologo svizzero. Egli ritiene che sia uno dei più gravi problemi dell`uomo moderno, il cui rischio è l`aridità sentimentale e il sopore dei sensi. Come in un vecchio film di Ferreri, l`Abbuffata, i giovani d`oggi sono nauseati dall`abbondanza di cibo e di sesso, e nuotano in un mare di erotismo estremo. Perciò sono insidiati dall`abulìa e dall`impotenza. Non dico che sia scomparso il desiderio, o che le ragazze abbiano perduto la capacità di adescare o arrossire: forse qualcuna è rimasta, magari in certi zone impervie dell`Alto Appennino. Ma se vi capita casualmente di ascoltare le chiacchiere delle “teenagers“ all`uscita di una scuola, vi rendete conto che ogni differenza sessuale è caduta. Anche per via della voce, forse a causa del fumo, le fanciulle sembrano i marinai di Lucio Dalla. Gli ottimisti ritengono sia solo una crisi passeggera e presto torneremo al rispetto del codice morale. Non è per fare il bastian contrario, ma verrebbe voglia di chiedere: in quale secolo?
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Tags: apocalypto, mel gibson, minori, violenza
