23 Maggio 2006

Quegli yo yo pieni di virus

IL CASO La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre diciottomila giocattoli privi di ogni certificazione sulla sicurezza

Quegli yo yo pieni di virus



Giocattoli pericolosi, una contraddizione in termini. Eppure esistono: possono essere infiammabili, contenere sostanze a elevata concentrazione batterica; avere dimensioni troppo piccole, nonostante siano destinati a bimbi con meno di 3 anni, con il rischio quindi di essere inghiottiti; e i rischi potenziali sono anche molti altri. E un commerciante ambulante di 34 anni aveva stipato due depositi, il primo a Lugo, il secondo a Cotignola, di oggetti di questo genere. Ben 18.349 che avevano queste caratteristiche negative; una quota (seimila) erano privi del marchio CE; gli altri avevano una marcatura che traeva in inganno, le due lettere erano state `impresse` per indicare `China Export` e non la certificazione europea di sicurezza. Il materiale è stato scoperto, e sequestrato, dagli uomini della Tenenza di Finanza di Lugo, in esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica; e il commerciante è stato indagato a piede libero per violazione delle norme Ue sulla sicurezza dei giocattoli e per vendita di armi. Nei magazzini sono state infatti trovate 113 katane (spade giapponesi), senza che vi fosse traccia di una licenza per vendere appunto armi. Gran parte dei giocattoli era ammassata e conservata nei due depositi in pessime condizioni igieniche. Nel marasma di peluche e pupazzi, zainetti e puzzle, si sono trovati anche prodotti che sono stati ritirati da tempo dal mercato; ad esempio le `Water toy balls`, ovvero gli yo yo ad acqua. Era stata una lunga battaglia del Codacons a far sparire questi oggetti dagli scaffali e dalle bancarelle. “È stato dimostrato da innumerevoli perizie che questi presunti giochi non solo compromettono la sicurezza e la salute dei bambini, ma che contengono liquido a elevata contaminazione batterica“, commenta l`organizzazione che tutela i consumatori, consigliando i genitori che li avessero acquistati a buttarli al più presto. Sul maxisequestro è intervenuto anche l`Uni, l`Ente italiano di unificazione che ha stilato le norme di sicurezza a cui fa riferimento la direttiva europea. “In tema di `giocattoli sicuri` ? spiegano quegli esperti ? i prodotti a norma vengono sottoposti a prove per verificare che i materiali che li costituiscono e i loro rivestimenti non cedano sostanze tossiche. Le norme stabiliscono poi una lunga serie di principi generali di sicurezza, superati i quali è possibile apporre il marchio CE“. Che invece i giocattoli sequestrati non avevano.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this