17 Luglio 2014

Quattro le parti civili per Cardiologia: esclusi Codacons, Ausl e comitato etico

Quattro le parti civili per Cardiologia: esclusi Codacons, Ausl e comitato etico

AMMESSE solo quattro parti civili, sulle nove che avevano fatto domanda: il Policlinico, l’ associazione Amici del cuore, la Regione e l’ ospedale San Raffaele di Milano. Gli esclusi: Ausl, Conferenza territoriale Socio-Sanitaria, Codacons, il comitato etico del Policlinico e i cittadini che lamentavano di essere stati danneggiati dall’ esplosione dell’ inchiesta. Il processo per lo scandalo Cardiologia o ?Camici sporchi’ che dir si voglia, quello delle presunte sperimentazioni non consentite sui pazienti, che ha preso il via in dicembre e conta 34 imputati tra medici, ricercatori e legali rappresentanti delle ditte biomedicali coinvolte (molte straniere), comincia a dare della ?sostanza’. Dopo diversi rinvii, ieri pomeriggio, in un’ udienza fiume, si è deciso chi, almeno potenzialmente, potrebbe aver subito dei danni da quanto avvenuto tra il 2009 ed i primi mesi del 2011, e per questo, potrebbe (condizionale ancora d’ obbligo) ottenere dei risarcimenti economici. Le esclusioni del giudice Andrea Romito fanno effetto, ripensando a tutto l’ iter che ha avuto la maxi inchiesta del pm Marco Niccolini. Prendiamo ad esempio il Codacons, l’ associazione che, spiegano gli atti, denunciando le prime presunte anomalie contenute in dossier anonimi recapitati nella sede di via Ruffini, ha dato un input importante al lavoro dei magistrati. Il giudice nelle sue motivazioni spiega che tenendo conto dei tre requisiti fondamentali, ovvero fine istituzionale, valutazione dell’ attività svolta e localizzazione territoriale, il Codacons ha un ruolo troppo generico e non prettamente legato all’ attività istruttoria. Il solo fatto di sostenere battaglie per la salute dei cittadini non basta, insomma, per ritenere di essere stati danneggiati. Il no all’ Ausl dipende dal fatto che, spiega sempre Romito, non ci sarebbe stato un eventuale danno immediato e diretto. Il danno di immagine alla sanità locale c’ è già la Regione tra le parti ammesse. Inoltre, Policlinico e Ausl hanno reciproca indipendenza, dunque un doppio risarcimento non avrebbe ragione d’ essere. Non rientrano nemmeno i pazienti che ritenevano di essere stati danneggiati dall’ esplosione dell’ inchiesta che ha portato agli arresti del primario Maria Grazia Modena e dell’ emodinamista Giuseppe Sangiorgi, i principali imputati, insieme ad altri sette camici. I cittadini in questione avevano fatto richiesta di essere parte civile per lo ?choc’ dovuto al fatto di essere stati operati proprio nel periodo sotto la lente della magistratura: presunti danni morali, dunque, e non ipotizzati errori medici (quei casi procedono parallelamente, sia in sede penale che civile). Un discorso a parte lo merita il Policlinico (rappresentato nel maxi processo dall’ avvocato Andrea Mattioli). Sarà sì parte civile nell’ ormai scontato dibattimento, ma non contro il cardiologo 38enne Luigi Vincenzo Politi. Il dipendente del Policlinico era stato infatti licenziato per giusta causa dopo l’ arresto e l’ emersione dello scandalo sui giornali, ma gli avvocati Pier Francesco Rossi e Paride Casini hanno impugnato il provvedimento dell’ ospedale, portandolo davanti al giudice. Giudice che ha revocato il licenziamento. A quel punto Politi e Policlinico hanno dato il la a una transazione. Al cardiologo è stata riconosciuta una indennità per le mensilità non ricevute dopo il licenziamento, l’ ospedale ha rinunciato a qualsivoglia danno imputabile, appunto, all’ attività svolta da Politi. In generale si può dire che le difese hanno ottenuto l’ auspicata ?scrematura’ rispetto alle nove richieste iniziali. Va però aggiunto che le domande potranno essere ripresentate in dibattimento. Francesco Vecchi.

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