Quattro catanesi arrestati dopo colpo da 600 euro
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fonte:
- La Sicilia.it
Quattro catanesi arrestati dopo colpo da 600 euro
Sorgenti radioattive ad alta attività di cobalto-60 presenti nella testata dell`apparecchio per cobaltoterapia, dismesso e lasciato tranquillamente in un magazzino della casa di cura, con tanto di otturatore in uranio impoverito e una sorgente di iridio-192. Chi non è pratico della materia avrà qualche comprensibile difficoltà a decriptare il tutto, ma sono stati i carabinieri del reparto operativo del Comando di tutela ambientale-Sezione inquinamento da sostanze radioattive a rendere chiara la vicenda, sequestrando ogni cosa e denunciando l`amministratore unico della clinica e l`esperto qualificato della struttura per avere impiegato sorgenti di radiazioni ionizzanti senza autorizzazione, nonché per aver esposto i dipendenti ad indebite dosi di radiazioni e aver omesso la sorveglianza fisica della vecchia macchina. In parole povere, è accaduto che questa casa di cura, di cui non è stato reso noto il nome (cosa che ha determinato la vibrata protesta del Codacons), avrebbe utilizzato per un certo periodo l`apparecchio per cobaltoterapia, una cura per tumori e per brachiterapia che non viene quasi più utilizzata e che, per di più, la casa di cura adoperava senza autorizzazione. Una volta che l`efficacia della cobaltoterapia, a fronte di altre cure, è stata messa in dubbio, anche l`apparecchio in questione è stato dismesso e accantonato in un magazzino della struttura, ma senza l`adozione di misure di sicurezza (come prevede la Legge), col conseguente rischio di esposizione dei lavoratori dipendenti. I carabinieri della speciale sezione, che eseguono controlli specifici in tutta Italia, vi si sono imbattuti pochi giorni fa, riscontrando il grave problema che ha poi richiesto l`intervento, sul posto, di una squadra speciale dei Nbcr (Nucleare, biologico, chimico, radiologico) dei vigili del fuoco di Catania, che ha proceduto alle operazioni di messa in sicurezza delle sorgenti radioattive. Le due persone denunciate dai carabinieri, rischiano ora una grossa ammenda. I dipendenti, a meno che non fossero soliti stazionare per ore nel magazzino, non correrebbero rischi di salute particolari.
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