24 Novembre 2020

Quattordici vittime, contagiate più di diecimila persone

Il Comitato per la salute: quanti posti letto sottratti ai ricoveri ordinari? Esposto del Codacons VENEZIA Non s’interrompe la scia di morte tracciata dal Covid. Sono 14 le persone decedute ieri, che portano il totale da inizio epidemia a 534. E non frenano neppure i ricoveri. Sono venti i nuovi ingressi in ospedale con i ricoverati che toccano quota 481, dei quali 51 in terapia intensiva. Reparto che, proprio ieri, è stato abbandonato dal prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto, che era stato contagiato dal virus due settimane fa e le cui condizioni stanno dunque migliorando dopo il ricovero. Nell’ultima settimana il fronte ospedaliero è stato caldissimo e il numero dei ricosopra la soglia dei 10 mila: 10.161 per l’esattezza Con il virus che si propaga così velocemente, i tracciamenti sono diventati un’impresa L’altro fronte caldo sono le case di riposo: in primis il focolaio di Villa Fiorita a Spinea, dove sono deceduti altri due anziani. Dallo scoppio del cluster i morti sono stati complessivamente 25. Il sistema sanitario è sotto stress e non mancano le critiche all’organizzazione messa in piedi da Regione e Usl. «Quanti dei 1677 professionisti sanitari che la Regione aveva previsto di assumere sono stati presi? Quanti i posti letto sottratti all’attività ordinaria per gestire l’emergenza si chiede Salvatore Lihard, portavoce del Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica. Il Coordinamento, composto da cittadini e raggruppato in articolazioni provinciali, denuncia che ci sarebbe stata una carente preparazione alla seconda ondata che ha costretto gli ospedali a ridurre l’attività ordinaria costringendo migliaia di pazienti a rinunciare o posticipare le cure extra- Accuse simili a quelle del Codacons, che ha anche fatto un esposto alla Procura di Venezia e che proprio ieri era stato chiamato a precisarlo meglio alla polizia giudiziaria, salvo che poi vista l’emergenza verrà fatto tutto per via telematica. L’associazione punta su due filoni: uno è proprio quello di sapere se sia stato fatto il possibile dalla Regione Veneto per contenere il contagio e per potenziare le strutture ospedaliere in vista della seconda ondata; l’altro è quello di approfondire la gestione dei fondi raccolti con le numerose donazioni, che in primavera erano arrivati a un totale di 57 milioni di euro. I reati ipotizzati sono vari e spetterà alla procura vare le verifiche.
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