Quattordici minuti sono bastati alla Rai per spegnere il segnale di Raidue
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Quattordici minuti sono bastati alla Rai per spegnere il segnale di Raidue su tutti i ripetitori del Lazio interessati allo switch over. Almeno qualche settimana servirà per mettere a regime tutti gli utenti televisivi che da ieri notte, se non in possesso di un decoder o di un televisore predisposto, hanno perso il segnale della rete Rai e di Rete4. Il temuto passaggio tecnologico è comunque partito abbastanza bene. Disagi soprattutto per gli anziani e in qualche struttura (cliniche, case di riposo) che non ha avuto tempo e modi di resettare i tanti televisori; qualche tentativo di truffa, ma nel complesso ministero, enti locali, Rai e Mediaset si dichiarano soddisfatti. Meno lo sono le associazioni di consumatori che annunciano cause pilota per quella che viene ritenuta una diminuzione del servizio offerto a chi paga il canone. L’invito è a chiedere il rimborso del costo del decoder o a autoridursi di quanto speso la tassa che ogni anno si versa alla Rai. «Un processo così difficile sta marciando – dice il direttore generale della Rai Mauro Masi – e ha avuto ragione il legislatore quando ha deciso di attuarlo per gradi». Per il vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani il bilancio è positivo, anche se ancora sono in molti a non aver usufruito dei contributi statali per l’acquisto del decoder: «Su 130 mila aventi diritto, sono solo 4110 a oggi i contributi erogati – spiega – Per usufruirne basta andare con il codice fiscale nei negozi abilitati, che hanno l’elenco dei possibili beneficiari». Anche qui qualche polemica. Il contributo è riservato solo all’acquisto dei decoder più costosi, che ricevono anche i canali a pagamento. E questo è ritenuto dall’Aduc discriminante. «Sarebbe stato utile che l’incentivo governativo fosse andato anche a chi decideva di cambiare la propria antenna, non sempre in grado di ricevere al meglio il segnale», sottolinea Remigio Del Grosso, vicepresidente del Consiglio nazionale degli utenti. Nel Lazio negli ultimi 20 giorni sono state 220 mila le telefonate al call center informativo 800-022-000, di cui 6400 solo ieri mattina. Tutte relative a problemi di sintonizzazione e "tutte risolte positivamente", assicurano a Dgtv, l’associazione che riunisce le varie emittenti. Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si è comunque detto pronto "ad aggiungere un ulteriore milione per venire incontro a eventuali difficoltà delle fasce meno privilegiate" e ha lanciato un tavolo con le associazioni dei consumatori "per arrivare a un accordo con gli antennisti per una tariffa unificata". Iniziativa opportuna visto che le tariffe richieste sono lontane tra loro come il valore di mercato di Kakà e quello di Loria. L’assessorato regionale ai consumatori proseguirà poi nelle prossime settimane una meritoria attività di monitoraggio con le associazioni e rappresentanti degli antennisti. «Nessuno deve rimanere indietro – ha sottolineato il sindaco di Roma Alemanno – e per questo abbiamo donato 141 decoder e, lì dove mancava, anche il televisore, ai centri anziani della città». Gli anziani sono i più penalizzati dallo switch over per la scarsa dimestichezza con le nove tecnologie. In questi giorni in molte case bussano sedicenti tecnici Rai che cercano di vendere decoder e altri servizi senza avere alcun titolo e fornendo merce inadeguata. Intanto il Codacons annuncia la prima causa davanti al Giudice di pace: tutelerà i diritti di un utente che pretende di "avere indietro quanto pagato per il decoder, indispensabile per il passaggio al digitale terrestre". Se in tribunale arriverà una sentenza favorevole si arriverà probabilmente ad una class action.
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